Innovazione e formazione salvano le aziende: il convegno di Federlazio

L'incontro "Il lavoro nella società che cambia" si è tenuto nella sede della Facoltà di Economia di Latina.

"Il lavoro in una società che cambia" è il titolo del convegno organizzato da Federlazio che si è tenuto oggi nella sede della Facoltà di Economia di Latina.  All’incontro sono intervenuti tra gli altri il sottosegretario al ministero del Lavoro Claudio Durigon, l’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino, il responsabile lavoro del Censis Andrea Toma, il sindaco di Latina Damiano Coletta,  il presidente della Provincia Carlo Medici, i segretari provinciali di Cgil, Cil, Uil e Ugl oltre al presidente della Federlazio Silvio Rossignoli.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni dati relativi al rapporto tra società e lavoro. Due i fattori a maggiore impatto sul lavoro i cui effetti hanno già condizionato e continueranno sempre più a condizionare gli scenari dei prossimi anni: l’evoluzione demografica e l’era digitale.

Per quanto riguarda gli aspetti demografici, la popolazione residente in Italia  dovrebbe passare dagli attuali 60,5 milioni di abitanti, ai 54 milioni nel 2065 con una distribuzione che si concentrerebbe sempre di più nel Centro Nord (dall’attuale 66% al 71%) con la conseguenza che nel Mezzogiorno scenderebbe al di sotto del 30%. Una riduzione che andrà ad accelerare il progressivo invecchiamento della popolazione: l’età media, sempre nel 2065, potrebbe superare i 50 anni rispetto agli attuali 44,9, la vita media degli uomini passerebbe da 80,6 anni a 86,1, quella delle donne da 85 anni a 90,2, gli ultrasessantacinquenni dal 22% al 34%.  Dati questi che rischiano di avere un forte impatto sul mondo del lavoro e sulle nuove tecnologie.

Dalle ultime analisi congiunturali della Federlazio, appare in modo chiaro che sono soprattutto le imprese con un elevato livello di innovazione ad avere maggiore competitività nei mercati ormai globali.  Diventa, pertanto, indispensabile favorire il processo di innovazione culturale, tecnologico, digitale delle imprese, ma allo stesso tempo sarà necessario investire in maniera diversa sui processi formativi e sull’adeguamento delle competenze alle continue innovazioni in grado di permettere, in tempi brevi, l’aggiornamento delle conoscenze coerenti con il contesto tecnologico in evoluzione.

A questo proposito, secondo i dati dell’ultima indagine congiunturale Federlazio, nella regione Lazio solo il 16% delle aziende dichiara di utilizzare fondi per la formazione professionale. L’84%, quindi, non accede ad alcun tipo di fondo. 

“L’incontro di oggi - ha commentato il presidente di Federlazio  Silvio Rossignoli - ci ha permesso di aprire un utilissimo dibattito sull’attuale mondo del lavoro, ma soprattutto di capire gli scenari futuri a cui andremo incontro nei prossimi anni. La competitività di un’impresa passa anche attraverso una costante formazione che oggi è ancora troppo poco utilizzata dal nostro mondo imprenditoriale. Ci sono gli strumenti per farla, il nostro compito è quello di informare le imprese su queste opportunità, ma anche di assisterle in tutte le procedure necessarie".

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