Edilizia, settore in piena crisi: in 5 anni più di 3mila operai in meno

Sono i dati forniti dalla Filca Cisl del Lazio; dal 2009 ad oggi nella Regione più di 41mila lavoratori hanno perso il posto. Nella provincia pontina 405 le ditte che hanno cessato l'attività, 2 milioni 900mila le ore lavorate in meno

Lavoratori in cassa integrazione altri che perdono il posto, in uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi, quello dell'edilizia. "Dall'inizio della crisi il ricorso alla cassa integrazione nel comparto delle costruzioni è andato sempre più incrementandosi. Complessivamente il numero delle ore autorizzate e' aumentato con una media che divisa per province e’ del 127% con punte di oltre il 200% a Roma e a Rieti". Cosi' il segretario generale della Filca Cisl del Lazio, Stefano Macale.

Secondo i dati forniti, dal 2010 sono state 8 milioni e 145mila le ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga in più soltanto nel settore delle costruzioni: 6 milioni e 476mila a Roma, 969mila a Frosinone, 302mila a Latina - dal 705.701 del 2010 alle 1.007.988 del 2014 con un aumento percentuale del 42,83% -, 201mila a Viterbo e 197mila a Rieti.

Come fanno sapere dalla Filca Cisl, nel Lazio a partire dal 2009 secondo i dati della cassa edile delle 5 province del Lazio sono stati 38.761 i lavoratori ad aver perso il posto di lavoro a cui si devono aggiungere 2.518 operai iscritti alla Edilcassa del Lazio; dunque sono stati 41.279 i regolarmente iscritti alle casse di mutualità ad aver perso il posto di lavoro ed ad essere usciti dal mercato regolare.

Le imprese edili che hanno dovuto chiudere dal 2009 sono state 4.609 secondo i dati pervenutici dalle casse edili oltre altre 190 iscritte all'Edilcassa per un totale di 4.799 aziende non più in attività. In 5 anni le ore lavorate in meno nel settore sono 35 milioni e 375mila 437 (dati casse edili) oltre 2 milioni 822mila 575 ore (dati Edilcassa) per un totale di 38 milioni 197mila 922. L'attività si è progressivamente ridotta, considerando che le ore lavorate sono il principale indicatore della salute del mercato delle costruzioni, abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo. La massa salari in meno è superiore a 330 milioni (circa 200 milioni a Roma, circa 50 milioni a Frosinone e a Latina, circa 20 milioni a Viterbo e circa 10 milioni a Rieti).

Ragionando provincia per provincia, dal 2009 nel settore edile a Roma e provincia sono attivi 28.659 operai in meno, 2.925 le imprese non più attive, oltre 25 milioni 900mila le ore lavorate in meno. A Frosinone e provincia, 5.880 gli operai in meno, 689 le aziende fallite, 5milioni 900mila le ore lavorate in meno. A Latina e provincia, 3.295 gli operai in meno, 405 le ditte che hanno cessato l'attività, 2 milioni 900mila le ore lavorate in meno. A Viterbo e provincia, 2.567 gli operai in meno, 558 le imprese fallite, 2,5 milioni le ore lavorate in meno. A Rieti e provincia, 878 gli operai in meno, 214 le aziende non più in attività, 1 milione le ore lavorate in meno.

CONSIGLIERE REGIONALE SIMEONE - “I dati illustrati dal segretario generale della Filca-Cisl del Lazio, Stefano Macale, sul settore delle costruzioni non fanno che confermare l’assenza di una politica economica seria e capace da parte del presidente Zingaretti” ha commentato il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone. “La crisi ormai è strutturale e non più ciclica. Il mondo dell’edilizia sta cambiando e il ruolo della Regione Lazio dovrebbe essere quello di agevolare il cambiamento recependo le istanze dei territori, delle associazioni datoriali, delle imprese. L’edilizia è un comparto fondamentale per la nostra economia. Il settore edile, non potendo essere delocalizzato, può fungere da motore della ripresa. Ma non può farlo da solo. Per questo la Regione Lazio e il presidente Zingaretti smettano di giocare con le parole e comincino seriamente a mettere in atto opere pubbliche, progetti per combattere il rischio idrogeologico e infrastrutture facendo leva su tre assi quali ristrutturazione, riqualificazione e rigenerazione. Quello che serve e che gli operatori chiedono - conclude Simeone - non sono aiuti a pioggia ma piani di sviluppo, programmazione e trasparenza di cui non si vede, purtroppo, alcuna traccia neanche nel bilancio 2015”.

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