Edilizia, i numeri della crisi: in 10 anni persi 14mila posti di lavoro tra Latina e Frosinone

Sono i dati contenuti nella relazione del commissario della Filca Cisl nel corso del congresso straordinario che si tiene a Cassino

Circa 14mila posti di lavoro persi, 1.700 aziende non più attive, 12 milioni di ore lavorate in meno per gli operai nell'arco dell'utimo decennio. Sono i dati della crisi del settore edilizia fotografati nel corso del congresso straordinario della Filca Cisl Lazio Sud che si tiene oggi a Cassino.

Dati drammatici quelli forniti dal commissario della Filca Cisl Fabio Turco, che riguardano un settore strategico nell'economia del Lazio come l’edilizia. Una crisi che dura da dieci anni e che ancora oggi non lascia intravvedere segnali positivi. Nella relazione del commissario vengono aggregati i dati dal 2008 al 2017 che riguardano i territori di Frosinone e Latina e in base alle analisi del settore si evince come siano stati perso oltre 100 milioni di euro per i lavoratori. Nell'arco dello stesso periodo di riferimento hanno perso la vita complessivamente 36 operai nelle due province 19 a Latina e 17 a Frosinone. 

"Rimettere in moto l’edilizia - spiega il commissario Fabio Turco - vuol dire dare ulteriore slancio all’economia regionale ed offrire l’opportunità a chi è stato espulso dal mercato di avere un’opportunità. Per questo chiediamo nuovi investimenti e la realizzazione di infrastrutture che migliorino i collegamenti tra le due province, come l’autostrada Roma-Latina e la complanare Cisterna-Valmontone".

Legalità

Il lungo periodo di crisi ha prodotto pesanti effetti facendo saltare le regole di legalità e regolarità. L’intero mercato delle costruzioni è caratterizzato dal fenomeno del dumping contrattuale, con l’applicazione di contratti differenti da quello edile. Molto spesso infatti muratori o manovali vengono qualificati come metalmeccanici ed addirittura come florovivaisti. In media un lavoratore su 5 svolge lavori edili ma è inquadrato sotto altri contratti. Il fenomeno è frequente soprattutto nelle aziende che vincono gli appalti con la regola del massimo ribasso Le ricadute di questa elusione ed evasione contrattuale hanno il loro effetto sui lavoratori che cosi si vedono abbassare sensibilmente il salario con un notevole risparmio delle imprese sul costo di premi e contributi previdenziali. Inoltre il contratto dell’edilizia prevede per chi accede per la prima volta in un cantiere una formazione obbligatoria di 16 ore da effettuare presso gli enti paritetici. "Per  questo - aggiunge - chiediamo un’applicazione corretta dei contratti che siano rispondenti alle lavorazioni realmente svolte.

Sicurezza

La crisi del settore non può e non deve giustificare la riduzione dei costi sulla sicurezza  e l’aumento degli infortuni e  degli incidenti mortali avviene anche per i pochi controlli causati anche dalle mancate assunzioni degli ispettori sul lavoro in carenza cronica d’organico. A livello regionale mediamente un’impresa rischia di essere controllata una volta ogni 30 anni, mentre dove avvengono i controlli i tassi di irregolarità raggiungono il 65%. La maggior parte delle irregolarità riguarda la mancata prevenzione dei rischi di caduta dall’alto, prima causa di morte tra i cantieri. Ogni giorno chiediamo di introdurre norme sempre più stringenti sul fronte della sicurezza tra i cantieri e che tutti gli organismi preposti al controllo siano potenziati con l’ausilio dei Rappresentanti di Lavoro di Sicurezza Territoriale.

La crisi delle aziende

Nella relazione il sub commissario Attilio Vallocchia ha ricordato le difficoltà che stanno attraversando i due territori di Latina e Frosinone con la chiusura di piccole-medie aziende spesso storiche come la Somace di Cassino, specializzata nella costruzione di New Jersey e la Canova specializzata nella fabbricazione di capannoni industriali in precompresso in cemento. Le aziende del distretto lapideo del Coreno-Ausonio le aziende del legno, laterizie, e lapidee nella zona di Anagni, la nautica nel sud pontino si sono gran parte notevolmente ridimensionate a causa della forte riduzione di commesse, passando al 50% della forza lavoro e molte di loro sono state costrette all’attivazione di procedure concorsuali o di cassa integrazione. Inoltre Vallocchia ha ricordato i lavoratori delle Società Pavimental e Condotte che in questi giorni sono impegnati in maniera diversa nelle difficili vertenze in atto, per salvaguardare l’occupazione.

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