Crisi Gial, incontro al Ministero del Lavoro tra sindacati e azienda

Il meeting è volto a trovare un accordo sul proseguimento degli ammortizzatori sociali per i 27 lavoratori dell'azienda di San Michele che scadranno il 31 dicembre

Importante incontro domani presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tra le organizzazioni sindacali e i vertici della Gial di San Michele. L’appuntamento è volto a verificare la possibilità per i 27 lavoratori di proseguire con gli ammortizzatori sociali che scadranno il prossimo 31 dicembre.

All’incontro saranno presenti le sigle sindacali e Rsu – Cgil, Cisl, Uil, Ugl –, il proprietario dell’azienda Ingino Aniello e Confindustria Latina. Secondo alcune indiscrezioni sarebbe al vaglio la possibile uscita in mobilità del 30% dei lavoratori, che consentirebbe loro di usufruire di un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria, come specificati da accordi precedenti.

Non c’è nessuna certezza in questo senso, come non ci è sicurezza sui progetti di reindustrializzazione; quindi fino ad ora rimane alta la preoccupazione per un futuro che sembra sempre più nero. Per ora il sito è stato in parte dismesso dei macchinari per pagare i debiti dell’azienda; la liquidità ottenuta dalla vendita degli stessi è stata utilizzata per il pagamento delle mensilità ai lavoratori, come anticipo del tfr maturato.

Amaro il commento del segretario provinciale dell’Ugl Marco Nazianzeno: “Ci aspettiamo che l’imprenditore, faccia un serio ragionamento sugli incentivi necessari a coprire le uscite previste per la conferma del secondo anno. Non si può decidere di chiudere un’azienda a costo zero, lasciando i lavoratori senza futuro e con ammortizzatori sociali che non risolvono i problemi, ma che comunque rappresentano in questi casi l’unico aiuto per i lavoratori. Ci auguriamo che i tempi per mettere in pratica questo piano di gestione delle uscite, siano adeguati al termine previsto per la cigs, come pure ci auguriamo che nel frattempo arrivino ulteriori  progetti di seria reindustrializzazione del sito, che garantirebbero un futuro alle circa 70 lavoratrici stagionali, che ricordiamo non hanno avuto alcun sostegno, dopo la perdita del posto di lavoro”.

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