Crisi Granarolo, un tavolo in Regione per scongiurare la mobilità

La cassa integrazione dei 108 dipendenti ex Pettinicchio scadrà il 31 dicembre e data l'impossibilità di ricollocare i lavoratori i sindacati chiedono all'azienda una verifica in Regione

La cassa integrazione straordinaria per i 130 dipendenti della Granarolo, di cui 108 relativi allo stabilimento di Sermoneta, si chiuderà il prossimo 31 dicembre e, ad oggi, non sembrano esserci strade alternative. Una situazione delicata numerose famiglie della provincia che a breve si vedranno senza uno stipendio e risucchiate dalla crisi economica che in questo momento attanaglia tutto il Paese.

Stando alla situazione attuale, per i dipendenti, la cui procedura di mobilità è stata aperta lo scorso 12 ottobre, non appare possibile neanche la ricollocazione in altre realtà lavorative, nei nei siti produttivi o nelle unità organizzative del gruppo. Per questo motivo nell’incontro che si è tenuto ieri, le organizzazioni sindacali unite nazionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno proposto ai rappresentanti della azienda di aprire un tavolo presso la Regione Lazio per verificare la possibilità di usufruire di altri ammortizzatori sociali che vadano a coprire un ulteriore periodio che farà seguito alla cassa integrazione straordinaria che scadrà alla fine dell’anno.

Il meeting di ieri ha così aperto uno spiraglio, anche se piccolo, per allontanare l’incubo della mobilità.

C’è soddisfazione, quindi nelle parole del segretario dell’Ugl Agroalimentare Marco Nazanzieno che ieri era presente all’incontro: "Siamo andati all'incontro per  invitare l’azienda a condividere  l'esigenza di aprire un tavolo regionale, tra l’altro già richiesto dalle organizzazioni sindacali, per una verifica sul possibile proseguo degli ammortizzatori sociali finalizzati all'inserimento nelle politiche attive previste dalla normativa vigente. Riscontriamo e apprezziamo la disponibilità dell'azienda ad effettuare una verifica presso la Regione Lazio in ordine a possibilità ed eventuali tipologie degli ammortizzatori sociali attivabili dopo la suddetta scadenza.  Siamo ottimisti – ha continuato Nazanzieno - perché anche se in presenza di restrizioni economiche, crediamo che il futuro dei lavoratori ex Pettinicchio debba allontanarsi ancora una volta dallo spettro della mobilità. Dobbiamo creare possibilità per ricollocare una parte del personale, e aiutare le persone in prossimità della pensione, a raggiungere le finestre di uscita. Restiamo in attesa di ricevere la convocazione, che presumibilmente avverrà entro la metà del mese di Novembre".

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