Crisi economica e occupazionale, tavolo permanente in Regione

Aperto in Regione un Tavolo Interassessorile permanente sulla crisi del comparto produttivo pontino con l'obiettivo di "costruire una strategia comune per rilanciare l'economia e l'occupazione nella provincia di Latina"

Un Tavolo Interassessorile permanente sulla crisi del comparto produttivo pontino. Questa la risposta della Regione Lazio per cercare di “costruire una strategia comune per rilanciare l’economia e l’occupazione nella provincia di Latina, in un momento di profonda crisi industriale per il territorio”.

Il primo incontro del tavolo, che si è tenuto nella giornata di giovedì, è stato richiesto al presidente Zingaretti dai sindacati, dai sindaci e dai consiglieri regionali del territorio e ha coinvolto gli assessorati allo Sviluppo Economico, al Lavoro e alla Formazione, le rappresentanze sindacali pontine di Cgil, Cisl e Uil e i consiglieri regionali del territorio Enrico Forte (Pd), Rosa Giancola (gruppo Per il Lazio) e Giuseppe Simeone (Forza Italia).

“A seguito di un approfondito confronto, i numerosi partecipanti alla riunione hanno positivamente constatato che, nella difficile problematica della provincia di Latina, con questo incontro si è avviato un processo di analisi e di elaborazione di proposte che saranno oggetto di discussione negli incontri che seguiranno” si legge in una nota della Regione.

L’obiettivo condiviso è quello di “mettere in campo tutte le azioni necessarie per contrastare le crisi industriali, incentivare la ripresa dell’occupazione e creare le condizioni di una nuova fase di sviluppo per la Regione. A cominciare dal buon utilizzo dei Fondi Europei, dal promuovere investimenti nei settori traino dell’economia pontina (come l’agroalimentare, il chimico-farmaceutico e l’economia del mare) e dall’apertura di un incubatore dedicato allo sviluppo, alla formazione e al lavoro, che nascerà proprio nella Provincia di Latina. A questo riguardo è necessario aprire un’interlocuzione con il Ministero dello Sviluppo Economico per iniziare un percorso che coinvolga anche il livello nazionale”.

Il prossimo incontro - che sarà esteso anche all’assessorato all’Agricoltura, al Turismo, alle organizzazioni datoriali, ai rappresentanti degli enti locali e alle Università - è previsto ora per la fine del mese e si procederà a una mappatura e a un’analisi di contesto del territorio, in cui verranno esaminate tutte le criticità e le possibili strategie da mettere in atto per contenere le crisi occupazionali e garantire il processo di sviluppo e di competitività.

LA NOTA DI SINDACATI E CONSIGLIERI REGIONALI - “L’incontro - si legge in una nota congiunta di sindacati e consiglieri - si è aperto sottolineando la grave situazione economica della provincia di Latina, che ha perso alcune delle sue industrie più importanti e continua a subire drammatiche perdite al livello occupazionale. Cgil, Cisl e Uil di Latina hanno chiesto pertanto misure urgenti per la tutela del lavoro e lo sviluppo imprenditoriale, misure indispensabili per costruire una programmazione a medio termine secondo assi di sviluppo che interessano i principali comparti  economici: agroalimentare, turismo, chimico farmaceutico. Le richieste sono state supportate da numeri e dati raccolti dai sindacati che illustrano una situazione critica, probabilmente peggiore rispetto a quella percepita”.

“La provincia di Latina – hanno spiegato Anselmo Briganti, Ewa Blasik e Luigi Garullo - vanta ancora una serie di eccellenze che dobbiamo preservare, ma il territorio vive una condizione drammatica come dimostra il massiccio ricorso alla mobilità e alla cassa integrazione. Non siamo qui per chiedere risorse a pioggia, ma una reale misura per lo sviluppo territorio. Ci sono crisi industriali eclatanti che richiedono risposte concrete, ma dietro i casi mediatici più forti c’è un sottobosco di piccole imprese che sparisce in silenzio. I dati raccolti da un rapporto Intesa Sanpaolo relativi al 2012 indicano che il saldo commerciale in provincia di Latina era pari a 55 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente e il reddito medio per cittadino era di 13mila euro, contro i 19mila del Lazio. Secondo i dati Inps inoltre, le pratiche Aspi (disoccupazioni ordinarie) sono state, nel primo semestre del 2014, pari a 8.128 a cui si aggiungono le 1617 in giacenza, per un totale di circa 10mila disoccupazioni. E il fenomeno rischia di intensificarsi nella seconda parte dell’anno”.

Nel corso della riunione si sono affrontati i temi della riconversione dei siti industriali, del lavoro giovanile, della staffetta generazionale, dell’accesso al credito, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione.

“Stiamo lavorando oltre le appartenenze politiche per aiutare il territorio a uscire dalla crisi – ha aggiunto il consigliere Enrico Forte -. Con i sindacati, chiamati a gestire la crisi dobbiamo costruire un patto e un modello per lo sviluppo. Troppo spesso  le crisi non sono reali crisi di commesse, ma strategie industriali che dimostrano la fragilità di un sistema imprenditoriale”.

“Oggi assistiamo a una crisi che sta mettendo in ginocchio il territorio – ha aggiunto la consigliera Rosa Giancola –. Occorre dunque avere una visione di sistema per governare l’emergenza. E occorrono soprattutto misure straordinarie urgenti”.

"Per arginare l'emergenza occupazionale ed evitare che le aziende continuino a chiudere servono misure straordinarie, urgenti e mirate. Penso all'istituzione di un fondo di rotazione regionale che possa sostenere le micro, piccole e medie imprese ma soprattutto - spiega il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone - serve uno strumento legislativo chiaro, come la legge del '93, che metta nero su bianco gli interventi da effettuare e i settori in cui intervenire o rischiamo di restare alle parole e questo non possiamo concedercelo”.

“Questo tavolo regionale – dichiarano i Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil – è stato fortemente voluto dalle Organizzazioni Sindacali Confederali che per oltre un anno hanno sollecitato l’avvio del confronto. Il quadro che abbiamo portato in Regione – aggiungono -, circa la preoccupante crisi occupazionale del territorio pontino, necessita di interventi di sostegno sia nel breve termine quale impulso per il mantenimento e lo sviluppo di nuova occupazione, sia nel medio termine in termini di prospettiva per lo sviluppo dell’intera economia Pontina; in sostanza – continuano Briganti, Blasik e Garullo – chiediamo nell’immediato di costruire una misura per Latina, come già avvenuto anche per altri territori del Lazio, partendo ad esempio dal ragionamento di poter attivare uno strumento normativo utile alla riqualificazione e al recupero delle aree e dei siti dismessi o inutilizzati, unitamente ad altri strumenti di intervento ipotizzati in questa fase di avvio della discussione. Siamo convinti – concludono i segretari generali – che il Presidente Zingaretti non farà mancare il suo coinvolgimento diretto e prendendo in mano la situazione Latina.”

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