In crisi anche la Sicamb, rischio mobilità per 26 lavoratori

È la stessa azienda ad annunciare di aver aperto le procedure nei confronti dei dipendenti che dovrebbe avviarsi alla fine di marzo, alla scadenza della cassa integrazione a zero ore

Anche la Sicamb Spa è in crisi. L’azienda leader nel settore aerospaziale ha intenzione di aprire una procedura di mobilità per 26 dei 264 lavoratori. L’annuncio è stato dato con una lettera alla segreteria provinciale e alle rsu aziedali

Le motivazioni sarebbero legate alla crisi che sta investendo il settore aeronautico e in particolare alla riorganizzazione necessaria a rendere l’azienda più competitiva ed efficiente in un mercato sempre più difficile.

Di certo non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Già durante tutto il 2011 la società aveva dato le prime avvisaglie di crisi ricorrendo ad un periodo di cassa integrazione a zero ore prevista per 28 lavoratori indiretti, gli stessi che adesso sarebbero interessati dal processo di mobilità che dovrebbe partire il prossimo 28 marzo alla scadenza degli ammortizzatori sociali.

“Evidentemente la riorganizzazione prevista dall’accordo siglato in Regione che prevedeva oltre alla sospensione dei 28 lavoratori anche percorsi di riqualificazione per trasferire l’eccedenza legata al lavoro indiretto verso le attività dirette – si legge in una nota dell’Ugl -, non hanno dato i risultati previsti, ed ora l’azienda sta forzando la mano con i previsti licenziamenti. Si prevede quindi di discutere dei licenziamenti valutando alternative, sempre legate agli ammortizzatori  sociali e a percorsi di reinserimento sul modello di altra realtà industriali sul nostro territorio”.

Ovvia preoccupazione all’interno della sigla sindacale pontina che commenta la vicenda attraverso il suo segretario provinciale Maria Antonietta Vicaro: “Si intravede un periodo difficile, visto che le scelte aziendali del passato non possono tradursi ora in politiche di dismissione della forza lavoro. Ci aspettavano una risoluzione di questo tipo, ma ci auguriamo che gli incontri previsti nei prossimi giorni con l’azienda, diano a breve soluzioni alternative ed efficaci, per permettere all’azienda di proseguire e fare reddito nonostante le difficoltà di mercato, e ai lavoratori sospesi di riprendere le attività lavorative senza più la minaccia del licenziamento”.

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“Non abbiamo sottoscritto l’accordo sindacale di cigs nel 2011 – tiene a precisare la Vicaro -,  perché lo strumento adottato non garantiva la rotazione periodica e strumenti idonei alla riqualificazione, come una idonea formazione verso attività dirette. Infatti circa 20 lavoratori sono ora in cigs a zero ore e per gli stessi l’azienda ha annunciato i licenziamenti. Gli incontri in Confindustria, saranno anche l’occasione per verificare il piano industriale che per ora non ha dato i risultati previsti e che sarà oggetto di discussione, perché non è solo con i tagli del personale che le aziende possono pensare di risolvere i problemi legati ad una crisi strutturale e di lungo periodo.”

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