Sigma Prime, supermercati a rischio chiusura: in bilico 400 dipendenti

Non è andato bene il vertice di questa mattina in Provincia. "La notizia è di una gravità assoluta" ha commentato il segretario provinciale dell'Ugl Maria Antonietta Vicaro

(foto d'archivio)

Epilogo amaro nel vertice di questa mattina in Provincia sulla Sigma Prime. I supermercati sembrano destinati alla chiusura e questo mette a rischio l’occupazione di circa 400 lavoratori.

Il Gruppo Moneti “Sigma” – che ha acquistato i punti vendita ex Midal - ha ricevuto dalla curatela fallimentare e del giudice delegato del tribunale di Latina la recessione di tutti i contratti posti in essere per le locazioni delle attività ex Midal ora in fallimento.

“La notizia è di una gravità assoluta per la posizione dei circa 400 lavoratori ex Gruppo Midal, perchè oltre ai già 25 contratti non riconfermati, il rischio è che alla scadenza nessuno dei lavoratori prosegua nei contratti di lavoro, con la chiusura dei siti” è il commento amaro del segretario provinciale dell’Ugl Latina, Maria Antonietta Vicaro.

“Nell’ ultimo incontro di oggi, i vertici della nuova società hanno comunicato alle organizzazioni sindacali che la curatela fallimentare ha sollevato una serie di eccezioni nei confronti dei contratti posti in essere a suo tempo sulla gestione degli immobili, e ha rifiutato di incontrarli per chiarire le modalità per la continuità degli stessi. Tra l’altro – prosegue Maria Antonietta Vicaro  - la curatela oggi non si è presentata al tavolo per una incompatibilità di trattativa con i sindacati. Partirà subito la protesta con assemblee con i lavoratori e una richiesta di incontro urgente con il giudice delegato Amadori”.

Dicono i segretari Provinciali e Regionale dell’Ugl Terziario Andrea Paggiossi e Michele Virgilio: “La situazione sta precipitando, rischiamo dopo un anno di vedere vanificati tutti gli sforzi fatti un anno fa, circa 400 lavoratori a rischio su 12 punti vendita sparsi sul territorio, per la revoca data dalla curatela ai contratti in essere con le società subentrate. Stiamo concordando azioni di protesta e richieste di incontri per cercare soluzioni che vadano verso l’occupazione”

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