Osserfare: export in calo. Meno prodotti pontini verso l'Europa

L'analisi dei dati del 2016 elaborata dalla Camera di Commercio di Latina. Cresce però la domanda di Usa e Cina. Agricoltura e manifatturiero continuano a trainare le vendite nei mercati internazionali

Un deciso rallentamento per l’export dei prodotti della provincia pontina. Lo confermano i nuovi dati Osserfare della Camera di Commercio di Latina relativi all’anno 2016. Un dato che era già emerso in occasioni delle rilevazioni trimestrali e che segue il contesto internazionale di contrazione della domanda dei mercati.

Il saldo della bilancia commerciale della provincia pontina diviene negativo per 473milioni di euro (a fronte dei 673miliardi di avanzo targato 2015), all’esito della vistosa contrazione tendenziale delle vendite all’estero e della maggiore tenuta delle importazioni, che arretrano di appena il 2% rispetto ai dodici mesi precedenti, grazie ad una prima porzione d’anno decisamente più favorevole. La significativa flessione dell’export locale, in controtendenza rispetto alle dinamiche nazionali è attribuibile al contenimento dei flussi verso l’Europa (come già evidenziato, invece, in crescita a livello nazionale), con un vertiginoso -21,7% rispetto al 2015, attribuibile prevalentemente al comparto farmaceutico.

Crescono invece le vendite verso il continente americano (+8,7%) e verso l’Asia (+4,02%), ma si tratta di variazioni positive che non sono sufficienti a bilanciare la diminuzione rilevata verso il continente europeo.

Nello specifico i Paesi che rappresentano i maggiori mercati di sbocco delle merci pontine sono soprattutto il Belgio (62% dei flussi verso l’UE), destinazione “logistica” dei prodotti delle grandi multinazionali farmaceutiche; seguono a grande distanza i Paesi Bassi e la Germania (entrambi con una quota intorno al 9%). Spostandoci oltre oceano, sono gli Usa (4,93%) il primo cliente che acquista merci locali per un valore che ha raggiunto i 262milioni di euro (+17% la variazione percentuale, 72% la quota sull’intero continente americano). Tra le destinazioni asiatiche, in cima alla lista la Cina (26% la quota), per una crescita assolutamente degna di nota: +80% la variazione che porta a 65milioni di euro il valore delle vendite di merci locali.

Come avviene sul piano nazionale, anche per la provincia di Latina i settori del manifatturiero e dell’agricoltura restano determinanti per le vendite sui mercati internazionali dei prodotti locali, spiegando questi la quasi totalità dei flussi verso l’estero.

AGRICOLTURA. Il comparto agricolo ha chiuso il 2016 con un ottimo segno positivo in termini di crescita dell’export (+12,12% la variazione tendenziale), per un ammontare di merci acquistate dall’estero pari a oltre 164milioni e mezzo di euro, raggiungendo una quota del 3,09% sul valore totale delle esportazioni locali. Peraltro, si evidenzia che le produzioni orticole locali, segmento di punta della nostra provincia, stanno registrando un crescente appeal, tale da collocare la nostra provincia entro il 7° posto nella graduatoria provinciale (6° posto nel 2016), con circa il 5% di quota nazionale sui mercati esteri.

Per una questione di prossimità, il mercato principale di sbocco è l’Europa, destinazione di oltre il 90% dei prodotti, per un valore di poco superiore ai 152milioni di euro, in crescita significativa rispetto ai dodici mesi precedenti (+12,4%).

A seguire, il continente americano che esprime una quota di poco inferiore al 5% (quasi 8milioni di euro), che sebbene assuma una dimensione piuttosto contenuta è, diversamente, molto significativo in termini di crescita. Il miglior acquirente dei prodotti agricoli pontini si conferma la Germania, che importa dalla provincia di Latina merce per quasi 75milioni e mezzo di euro, per una quota intorno al 46%; seguono, a notevole distanza, la Polonia e la Francia, che importano entrambi intorno al 15milioni di euro. Tra i paesi extraeuropei, sono gli USA il miglior cliente che acquista merci agricole pontine.

In relazione alla tipologia di prodotti agricoli esportati, le “colture agricole non permanenti”, in prevalenza rappresentate dagli ortaggi, si confermano di gran lunga i più venduti all’estero.

MANIFATTURIERO. Dopo aver considerato il settore agricolo che ha assunto una sua rilevanza e che continua a far registrare ottime performance nel tempo, Osserfare si sofferma sul comparto leader dell’export italiano e provinciale, cioè la Manifattura.

Nell’ambito di tale settore, la provincia di Latina nel corso 2016 registra complessivamente un deciso decremento delle vendite sui mercati internazionali (-19,93%), passando da un valore superiore ai 6miliardi e 400milioni di euro del 2015, ai 5miliardi e 156milioni di euro dell’anno appena trascorso. Tale brusca flessione ha inevitabilmente influenzato il bilancio complessivo delle esportazioni locali.

Un esito negativo dovuto in gran parte al comparto farmaceutico, la cui performance in termini di valore delle merci esportate replica la variazione dell’anno precedente, ma con un’inversione di segno, quest’anno appunto negativo, tornando alle dimensioni del 2014. Al riguardo, occorre evidenziare che Latina si colloca al primo posto nella graduatoria provinciale per valore delle esportazioni dei prodotti Farmaceutici di base e dei preparati.

Il Belgio, con oltre 2miliardi e 860 milioni di euro (56% il peso sull’intera export industriale) è la prima destinazione dei prodotti manifatturieri della provincia di Latina; fenomeno già più volte spiegato nelle rilevazioni precedenti per la presenza in tale Paese di un polo farmaceutico di forte rilevanza e per i rapporti degli stabilimenti locali con le case madri farmaceutiche. A notevole distanza troviamo i Paesi Bassi e la Germania. Tra i paesi extraeuropei, spiccano gli Usa. Per quanto riguarda l’Asia, è la Cina il miglior acquirente, con oltre 65milioni e 500mila euro, per un’espansione “oltre misura” (+79% rispetto allo scorso anno). 

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