Diabrotica del mais, Coldiretti: “Prime risposte dalla Regione”

Importante incontro tra i vertici della confederazione e l'assessorato alle politiche agricole. Per ora rimane solo un nodo da sciogliere, quello degli eventuali indennizzi per i coltivatori

Saverio Viola, dierttore della Coldiretti Latina

Un documento in 4 punti è stato presentato ieri dai vertici della Coldiretti di Latina che sono stati ricevuti in Regione. Il motivo sempre lo stesso, chiarire l’ormai troppo intricata questione della diabrotica del mais.

Un incontro che ha parzialmente soddisfatto il presidente Carlo Crocetti, mentre oggi il direttore Saverio Viola oggi relazionerà quanto detto nella seduta di ieri al Tavolo Verde convocato in Provincia a Latina.

Il documento, condiviso anche dai sindaci di Cisterna, Sermoneta e Latina, è stato consegnato all’assessorato regionale alle politiche agricole che ha immediatamente avuto modo di prendere visione e di rispondere ai quesiti posti dalla confederazione degli agricoltori.

“Alla luce di quanto accaduto – precisa il direttore di Coldiretti Saverio Viola – abbiamo chiesto alla Regione Lazio di intervenire con una lettera chiarificatrice che ribadisca l’assoluta estraneità agli obblighi intimati con la nota precedente, a tutti gli imprenditori agricoli che hanno erroneamente ricevuto la lettera regionale, in quanto operano in aree esterne alle zone delimitate per la diabrotica virgifera virgifera”.

Questo il primo punto del documento. “Inoltre – ha continuato Viola - abbiamo rabadito la necessità di una opportuna pianificazione di interventi mediatici che tenda a rasserenare il clima esasperato in cui vivono le imprese agricole. Terzo punto delle richieste della Coldiretti di Latina, il varo di un programma regionale di divulgazione ed informazione nel corso dei quali fornire alle imprese agricole della provincia di Latina informazioni riguardanti i sistemi di prevenzione e di lotta alla diabrotica virgifera virgifera”.

Su tutti e tre gli aspetti la Regione Lazio ha garantito il proprio impegno. Il nodo della discordia rimane l’ultimo punto legato alla possibilità di eventuali indennizzi. “I tecnici si sono ripromessi di verificare i percorsi più brevi per attivare le necessarie procedure utili ad ottenere lo stanziamento di fondi atti a ristorare i danni alle aziende produttrici di mais ricadenti nella “zona focolaio” e nella “zona tampone” delimitate dalla Regione – ha concluso il direttore Viola -. Danni conseguenti all’obbligo di rotazione della coltura del mais rispettivamente di 3 e 2 anni, che sicuramente incideranno pesantemente sull’economia delle imprese interessate, con gravissime conseguenze sul piano economico.

Intanto, per oggi è previsto il Tavolo Verde convocato in Provincia a Latina.

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