Terracina, dissesto finanziario: la Cgil scrive a Procaccini

Il sindacato chiede un incontro al primo cittadino per discutere i problemi di organizzazione dell'ente e di gestione del personale alla luce delle difficoltà economiche del Comune

Il Comune di Terracina

Ormai è guerra aperta tra il Comune di Terracina e la Cgil. Il sindacato ha inviato al sindaco Nicola Procaccini una lettera aperta fortemente polemica, che mette in luce le incoerenze dell'amministrazione sia per quanto riguarda la struttura organizzativa dell'Ente e delle aziende partecipate, che in materia di gestione del personale, all'indomani del dissesto finanziario dichiarato il mese scorso e con la quale chiede l'apertura di un tavolo di confronto.

Drastiche sono state le decisioni del primo cittadino che proprio qualche giorno fa in una conferenza stampa aveva affermato la necessità di intervenire sul personale del Comune al fine di diminuire le uscite e di tagliare i costi. Si era parlato in quell'occasione di un dimezzamento delle posizioni organizzative, di tagli sugli stipendi ai dirigenti e di forti riduzioni sul salario accessorio del personale dipendente.

Tutte decisioni che hanno fatto infuriare la Cgil che nelle parole di Procaccini aveva rintracciato delle forti incoerenze. Già nei mesi scorsi il sindacato provinciale aveva cercato un punto di incontro con l'amministrazione, proponendo un tavolo di confronto al fine di intraprendere un percorso condiviso che potesse portare non solo ad un risparmio delle risorse economiche, proprio a fronte delle difficoltà del Comune, ma soprattutto ad una più giusta riorganizzazione della struttura comunale al fine di arrivare ad un più rispettoso utilizzo delle risorse umane e delle professionalità di ognuno, e a un conseguente miglioramento dei servizi erogati al cittadino.

Proprio alla luce di queste volontà che, secondo la Cgil, appare sempre più necessario un momento di incontro volto sia a trovare delle soluzioni alternative al taglio salariale, che a ridisegnare l'organico attraverso un attento studio di carichi di lavoro e competenze. Ed è proprio qui che verrebbero fuori le contraddizione dell'amministrazione comunale; in primo luogo per quanto riguarda i dipendenti con qualifica dirigenziale. Stando alle proposte del Comune, sarebbe necessario ridurre il numero dei lavoratori, il che comporterebbe un aumento del carico di lavoro per gli stessi, facendo apparire inconcepibile, e non giustificabile un taglio stipendiale. Riduzione che non sembra neanche possibile per i funzionari che occupano posizioni organizzative senza prima una contrattazione sindacale e senza aver individuato prima carichi di lavoro e funzionalità dei servizi. Mentre per quanto riguarda i dipendenti con contratto non dirigenziale si sottolinea il fatto che lo stesso contratto non può essere disdetto in maniera unilaterale. Un occhio di riguardo dovrà essere tenuto anche per le aziende partecipate che vanno tenute in grande considerazione in virtù dell'importanza dei servizi forniti, anche in virtù del rapporto costi/benefici resi e della considerazione che, ad oggi, costituiscono il vero braccio destro del Comune.

Partendo da tutte queste considerazioni che appare necessario un confronto tra le due parti, amministrazione e sindacati che sono la voce di quei lavoratori che in prima persona vivono le difficoltà dell'ente.

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