Economia: “Prevale ancora con il segno meno ma c’è ottimismo per il futuro”

Federlazio Latina ha presentato dati relativi all'Indagine Congiunturale per il II semestre 2014: ancora tante le difficoltà per le imprese pontine, ma per il primo semestre del 2015 emerge un certo ottimismo per la ripresa

“Fiducia” e “ripresa” queste le parole che negli ultimi giorni vengono pronunciate più spesso quando si parla di economia. E sono le stesse parole usate dal direttore di Federlazio Latina, Saverio Motolese, nel corso della presentazione dei dati relativi all'Indagine Congiunturale per il II semestre 2014.

Accanto a lui ad analizzare quella che è la situazione dell’economia pontina il presidente Antonella Zonetti e due ospiti d’eeccezione, il presidente della Facoltà di Economia di Latina, il professor Bernardino Quattrociocchi e il direttore della Banca Popolare del Lazio, Massimo Lucidi.

Gli elementi per essere ottimisti ci sono - ha spiegato Motolese durante il suo intervento -. C’è un’immissione di liquidità importante nel sistema grazie al QE ma anche se guardiamo ad alcuni provvedimenti della Regione Lazio con il presidente Zingaretti che nel febbraio scorso aveva presentato una strategia di rilancio dell’industria manifatturiera pensata per reindustrializzare il territorio e recuperare competitività”.

L’ANALISI - A prevalere è ancora il segno meno, ma dai dati analizzati dal centro studi Federlazio emerge che, complessivamente, il filo conduttore che caratterizza e accomuna i dati relativi agli Ordini, al Fatturato e alla Produzione è quello della stabilità se confrontati con le ultime congiunturali.

“I dati relativi alla provincia di Latina per gli ordini Ue - prosegue il direttore di Federlazio - fanno segnare addirittura un +20%. Stesso discorso anche per il fatturato con il saldo che scende di qualche punto percentuale relativamente all’area geografica Italia e extra UE. Guadando ai dati degli Ordinativi e del fatturato emerge chiaro un mercato interno ancora in stallo per non dire in recessione.

Il dato relativo della produzione è che quello di una negatività  -22% che persiste non a caso la maggiore criticità evidenziata dalle imprese è proprio quella dell’insufficienza della domanda. Piccola contrazione, rispetto ai primi sei mesi del 2014, anche per gli investimenti: ha affermato di aver investito il 27,3% delle imprese a fronte del 29,8% del I semestre. Meglio l’andamento in provincia di Latina, dove ha affermato di avere investito il 40% delle imprese. Riguardo alle intenzioni ad investire nel I semestre 2015 hanno risposto positivamente il 29,9% delle imprese intervistate”.

Per quanto riguarda l’andamento demografico (nuove aziende iscritte alle Camere di Commercio), spiega ancora Motolese, “nel 2014 il tasso di crescita delle imprese è stato positivo nel Lazio e con un valore al di sopra del dato nazionale (Lazio +1,8%,  Italia +0,51%). La provincia di Latina, da sola, fa segnare un +0,66%, dato più alto rispetto alle altre province, naturalmente dopo Roma. Se complessivamente aumenta l’andamento demografico delle imprese in provincia di Latina e nel Lazio, è importante il dato relativo al tasso di sviluppo delle imprese industriali che, invece, fa registrare a Latina un – 2,07% nel Lazio un – 0,63”.

LE PREVISIONI A BREVE - Uno sguardo poi anche alle previsioni a breve (I semestre 2015) dalle quali emerge, per la provincia di Latina, un certo ottimismo con la produzione che segna un saldo di +38%, gli ordinativi Italia + 33%, il fatturato Italia + 36%, il Fatturato UE + 20%, l’Occupazione + 9%. Si tratta, naturalmente, di saldi tra aumento, stabilità e diminuzione che fanno percepire una attesa volta ad una crescita degli indicatori economici”.

LE PROBLEMATICHE - Altri dati importanti, posso arrivare anche dalle consuete domande che la Congiunturale ha presentato alle imprese campione per capire quali sono le principali problematiche incontrate dalle aziende negli ultimi sei mesi del 2014: l’insufficienza della domanda è stata indicata dal 32,3% degli imprenditori. Seguono il ritardo dei pagamenti da parte dei clienti privati (24,4%) che scende rispetto al 28,7% indicato nel I semestre 2014. “Continua ad essere avvertito negativamente anche il ritardo nei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni - prosegue il direttore di Federlazio - con una percentuale inalterata rispetto al primo semestre pari al 15,2%. Resta quasi invariata anche la percentuale relativa alla mancata concessione o erogazione del credito bancario ora al 5,1%, in diminuzione dal precedente 7,6%.

E’ stato poi chiesto alle imprese di indicare cosa, in Italia, continua a rendere la loro attività meno competitiva rispetto a quella dei propri competitors stranieri. “La pressione fiscale - conclude Motolese - resta al primo posto indicata dal 31,6% delle aziende, seguita dal costo del lavoro (23,7%). Il 18,2% delle imprese ha indicato la complessità normativa e burocratica, il 12,5% il costo dei servizi (energia, trasporti etc.). Chiude la lista delle difficoltà il costo del credito indicato dall’11,6% degli imprenditori”.

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