Edilizia: da motore dello sviluppo ad area di crisi. Persi in sei anni 10mila posti di lavoro

L'indagine dell'Osservatorio di Federlazio: settore ancora in forte difficoltà. In provincia, tra il 2012 e il 2018, le imprese attive si sono ridotte di oltre 116 unità

L'edilizia da motore dello sviluppo ad area di crisi. Lo rivela il Rapporto 2019 redatto dall'Osservatorio Federlazio sull'edilzia che rappresenta uno strumento utile a raccogliere ed elaborare dati e a ricomporili entro un quadro di un'indagine su un campione rappresentativo di imprenditori della provincia pontina. Gli ultimi dati raccolti si riferiscono al consuntivo 2018 con previsioni per il 2019.

I numeri del comparto in provincia

Le imprese edili rappresentano oggi il 13% dell’intero universo imprenditoriale e il 5% dell’occupazione totale nella provincia di Latina. Dati in linea con quelli del Lazio che fanno registrare rispettivamente il 15% e il 6%. Dall’elaborazione dei dati di contesto, anche quest’anno emerge una situazione complessiva del settore ancora in forte difficoltà. Nella provincia di Latina, tra il 2012 e il 2018, le imprese attive si sono ridotte di oltre 116 unità (-1,9%) e i posti di lavoro persi sono stati ben 10.800 (-50,4%) dimezzando di fatto la forza lavoro nel settore. Anche l’analisi degli ultimi anni registra una costante diminuzione dell’occupazione che passa dalle 13.700 unità del 2016 alle 10.600 del 2018. Un arretramento che evidenzia le difficoltà in cui versa tutto il comparto. Unico dato positivo è la ripresa delle compravendite immobiliari: nel 2018 nella provincia sono state oltre 4.257 contro le 3.718 del 2012 con un incremento di circa il +8,2%.

La situazione attuale del mercato

Nel 2018 il saldo sull’andamento dell’attività aziendale evidenzia un indice di –4 punti, quindi ancora una volta negativo. "Valore molto importante - sottolinea Federlazio - che evidenzia, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che siamo di fronte ad un periodo di profonda crisi che non accenna ancora a dare segnali di una imminente ripresa. Anche per i livelli occupazionali, cresce la percentuale di imprese che non ha variato la forza lavoro (52%). Il 24% dichiara un aumento e la stessa percentuale dichiara una diminuzione. Ciò crea di fatto una situazione stabile negli occupati. Tra i fattori che incidono negativamente sull’andamento aziendale: al primo posto gli imprenditori indicano anche quest’anno “l’aumento dei vincoli burocratici e normativi” (3,8%). Segue “scarsità di liquidità” (3,4%) e “incertezza delle politiche urbanistiche” (3,1%). Sul fronte del credito, meno della metà degli imprenditori (48,8%) dichiara di avere richiesto una qualche forma di credito bancario nel 2018, in diminuzione rispetto al 54% dell’anno precedente. Solo il 46% degli intervistati è riuscito ad ottenere completamente quanto richiesto alla banca (nel 2017 era il 61%), il 21% solo parzialmente e ben il 33% sono le richieste “non accolte” (nel 2017 erano il 18%).

Le previsioni

Dopo un lieve miglioramento registrato lo scorso anno, le imprese segnalano una contrazione delle aspettative per il 2019 e anche le previsioni sull’occupazione sono abbastanza prudenti. In merito alle aspettative sui singoli segmenti di mercato, va segnalato il costante incremento dei saldi di opinione per le prospettive dei lavori di ristrutturazione e valorizzazione dell’edilizia privata. "Infine - si legge nel rapporto Federlazio - abbiamo chiesto agli imprenditori di esprimere le loro opinioni per quanto riguarda le strategie da suggerire alle pubbliche amministrazioni per poter sostenere il rilancio del settore nel prossimo futuro. Gli imprenditori della provincia auspicano nella maggior parte dei casi uno sviluppo delle attività nell’ambito della rigenerazione urbana, combinando risorse pubbliche e private (63,5%).

“I risultati del rapporto di quest’anno - dichiara il vicepresidente di Federlazio Edilizia Maria Stradaioli - ci mostrano una situazione complessiva decisamente negativa e con assenza di segnali di ripresa. Sono in costante diminuzione le imprese attive, con un crollo dell’occupazione. Quello che preoccupa maggiormente, sono le aspettative: gli imprenditori edili segnalano una contrazione in merito all’andamento della loro attività per i prossimi mesi. Segno che regna ancora molta incertezza tra le aziende in merito ad una ripresa decisa del settore. Auspicano l’avvio dello strumento della rigenerazione urbana così come la realizzazione di importanti opere infrastrutturali che, da troppo tempo, sono al palo (autostrada Roma-Latina, Bretella Cisterna-Valmontone prime fra tutte). Occorre impegno e concretezza: questo è quello che chiedono le aziende”. 

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