Edilizia, Uil: “Nel Lazio 20mila lavoratori irregolari o in nero”

Risultati dell’indagine diffusi nell’ambito di un convegno sul tema delle infiltrazioni mafiose nel settore delle costruzioni. A Roma, Latina e Frosinone il maggior numero di infortuni mortali sul lavoro nel settore edile

Circa 20mila lavoratori irregolari o in nero del settore edile del Lazio; questo il quadro dipinto dallo studio della Feneal Uil e della Uil di Roma e del Lazio.

I risultati dell’indagine sono stati presentati ieri a Roma nell’ambito di un convegno sul tema delle infiltrazioni mafiose nel settore delle costruzioni. Un’iniziativa – a cui hanno preso parte tra gli altri Francesco Dall’Olio, magistrato del Tribunale di Roma, Alfonso Sabella, assessore alla Legalità di Roma Capitale, Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil Roma e Lazio, e Francesco Palese, segretario generale Fenealuil Lazio – è stata anche l’occasione per lanciare l’idea del “Cantiere della legalità”, dove far convergere le proposte congiunte per una soluzione del fenomeno.
Secondo l’indagine della Uil, “la situazione di crisi ha prodotto, oltre la perdita di posti di lavoro, la chiusura di più di 4mila aziende edili e una riduzione di circa il 50% delle ore di lavoro. A cui va ad aggiungersi il fatto che anche per i lavoratori regolari (45mila) la media delle ore denunciate alle Casse Edili si aggira intorno alle 5. A ciò si aggiungono alcune caratteristiche proprie del settore delle costruzioni quali la temporaneità e la mobilità”.

Caratteristiche che, secondo Francesco Palese, segretario generale Fenealuil Lazio, “contribuiscono ad incrementare ulteriormente l’infiltrazione mafiosa, tanto che oggi si può tranquillamente affermare che il Lazio è diventato un vero e proprio laboratorio criminale nel settore”. Dove per criminalità' non si intende soltanto la mafia vera e propria ma anche il sistema di corruzione negli appalti pubblici portato alla luce soprattutto dall’inchiesta di Mafia Capitale- spiega- anche le aziende in regola inoltre tendono a denunciare un montante ore inferiore a quello effettivo che in genere è almeno il doppio. In cantiere infatti si lavora generalmente dalle 7 alle 17 e in estate forse ancora di più”.

L’edilizia, insieme all’agricoltura e al terziario, è il settore con la più alta percentuale di lavoro nero e irregolare. I cantieri risultano essere i luoghi di lavoro dove meno si rispettano le normative sulla sicurezza; non è un caso quindi se circa il 20% degli infortuni mortali sul lavoro avvengono nel settore edile. Primi in questa classifica Roma e provincia, seguite da Latina e Frosinone.

Dai dati incrociati tra forze dell’ordine e Inps emerge inoltre che oltre il 40% delle aziende del Lazio, soprattutto a conduzione famigliare, sfrutta il lavoro irregolare. “Su questo tema chiediamo più coraggio alle amministrazioni locali e anche al Governo nazionale: le aziende che violano le norme sulla sicurezza non possono partecipare a bandi pubblici. Credo sia una regola molto semplice”.

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