Fallisce la Scm, 71 dipendenti in bilico: chiesto tavolo in Regione

La delicata situazione della Scm al centro dell'incontro in Provincia; i sindacati sperano negli ammortizzatori sociali, la Regione assicura il suo impegno

L’incontro era già stato fissato da giorni ma a questo punto non poteva non avere al centro della discussione la notizia del fallimento della Scm di Tor Tre Ponti, dichiarato nei giorni scorsi dal tribunale di Latina.

Decisione arrivata in un periodo di difficoltà del l’ex Gambro che negli ultimi anni si è trovata difronte a non pochi problemi. Ora è da chiarire il futuro dei 71 lavoratori e le sigle sindacali che erano presenti all’incontro, Femca Cisl, dalla Filctem Cgil, dalla Uiltec Uil, Ugl chimici e Confail – insieme all’assessore provinciale Silvio D’Arco e al consigliere regionale Rosa Giancola -, premono affinchè si riescano ad ottenere per loro gli ammortizzatori sociali così da scongiurare il licenziamento.

Da qui la richiesta di convocare un tavolo in Regione per affrontare la delicata vicenda. E proprio dalla Regione arrivano le prime rassicurazioni. 

“La presenza della Regione Lazio al tavolo provinciale che ha discusso la crisi e il fallimento della Scm di Tor Tre Ponti è la testimonianza più forte della vicinanza alla drammatica situazione che vivono i lavoratori pontini. La Regione è presente e sarà al loro fianco” ha commentato il consigliere regionale Rosa Giancola.

“L’impegno è chiaro – spiega il neo consigliere –. I lavoratori non saranno abbandonati. La priorità è mettere al sicuro tutti attraverso gli ammortizzatori sociali e il cambio del titolo e della forma della casa integrazione. Questo è un percorso obbligato, ma ci sono speranze per salvare anche il futuro degli operai e dello stabilimento ex Gambro. Il sito è ancora attivo e ha enormi potenzialità che hanno suscitato l’interesse di altri imprenditori. L’impegno della Regione sarà quello di convocare al più presto un nuovo tavolo per affrontare la situazione di fallimento, alla presenza del curatore fallimentare della Scm e in un’ottica di stretta sinergia con le sigle sindacali e tutti gli enti coinvolti. Ma in una più ampia prospettiva occorre una chiara inversione di tendenza rispetto al passato: la necessità è quella di intervenire nelle fasi preliminari, intercettando le situazioni di crisi aziendali prima che producano danni”.

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