Lsu ancora in bilico. Incontro in Provincia, assente la Regione

Nulla di fatto nella seduta tenutasi negli uffici di via Costa e a cui non hanno partecipato i vertici della Giunta Polverini. Chiesto alla governatrice del Lazio un tavolo istituzionale

Si è concluso con un niente di fatto la riunione che si è tenuta nella giornata di ieri in Provincia per discutere degli Lsu, quei lavoratori socialmente utili che da mesi ormai sono in piena bufera.

L’ennesimo atto andato a vuoto per oltre 150 dipendenti dei Comuni e delle Comunità Montane che non riescono a trovare pace. La seduta di ieri negli uffici di via Costa ha visto la partecipazione oltre che dell’amministrazione provinciale anche dei sindaci dei Comuni interessati, di Campodimele , Castelforte, Lenola, Monte San Biagio, Sperlonga e Priverno, dei rappresentanti delle Comunità Montane XIII e XVII, dei rappresentanti della Asl di Latina , delle Organizzazioni Sindacali provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e le  rappresentanze dei Lavoratori Socialmente Utili.

Unico assente la Regione Lazio che lo scorso 26 gennaio aveva invece assicurato la sua presenza e che lo stesso assessore provinciale alle Attività Produttive Silvio D’Arco aveva definito fondamentale per il suo ruolo di mediazione.

Fumata nera dunque su un incontro nei confronti del quale tutti, istituzioni e lavoratori stessi, riponevano grandi speranze; e incontro che si è concluso con un invito formale inviato proprio al presidente della Regione Lazio Renata Polverini per la convocazione di un tavolo istituzionale firmato da tutti i presenti.

“L’assenza nella riunione predetta della Regione Lazio, ovvero del soggetto istituzionale che sta dando corso alle politiche attive per la stabilizzazione dei lavoratori, ha reso vana la necessità e la improcrastinabilità di avviare definitivamente normative, metodi e procedure per il definitivo assorbimento del bacino” si legge nella missiva inviata.

“A tutti i presenti appare indispensabile richiedere alla Signoria Vostra un incontro urgente al fine di dirimere in maniera inequivocabile alcuni aspetti del percorso di stabilizzazione nonché definire nel breve ammortizzatori sociali in deroga capaci di lenire il forte disagio di numerosi lavoratori, rimasti improvvisamente sprovvisti di ogni forma di reddito e protezione sociale” concludono.

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