Il privato in piazza, mille persone contro una manovra "iniqua"

Lo sciopero del 12 dicembre indetto dalle sigle sindacali riunite ha visto una grande partecipazione di lavoratori, disoccupati e pensionati. Vertici sindacali ricevuti dal Prefetto

La pioggia incessante di ieri non ha fermato i sindacati e i lavoratori scesi in piazza per dire “no” alla manovra del governo Monti, per gridare la loro rabbia per un provvedimento che definiscono iniquo.

Oltre mille persone hanno presidiato piazza della Libertà dalle 16 alle 19, davanti la Prefettura, come è successo in molte altre città d’Italia. I lavoratori del comparto privato e i pensionati, nonché i disoccupati, hanno manifestato il loro dissenso alla manovra Salva Italia "che però rovina le pensioni, aumenta le tasse, ripristina l’ici per la prima casa, e aumenta i costi di vita già gravosi per tutti i lavoratori dipendenti" grida Maria Antonietta Vicaro segretario generale dell'Ugl Latina.

Un mix tra soddisfazione e preoccupazione serpeggia tra le sigle sindacali che ieri hanno sfilato insieme ai cittadini, contenti per la grande partecipazione ma anche in ansia dal momento che alla stessa protesta si è arrivati perché quella concepita dal governo è, per lavoratori e pensionati, una vera e propria stangata. Duro il commento dei sindacati:

I COMMENTI - “ Non si poteva restare a guardare inermi di fronte ad una manovra che giudichiamo fortemente iniqua - commenta Pasquale Verrengia, segretario generale della Cisl di Latina. “ Siamo alle solite: a pagare sono sempre lavoratori e pensionati che devono sempre concorrere a salvare le sorti del bilancio dello Statale, mentre evasori e alti papaveri dello Stato riescono sempre a farla franca”.

“Questa piazza sta a dimostrare che non ci stiamo a far sì che siano sempre i soliti a pagare. Il governo si accanisce su lavoratori e pensionati, con delle misure aberranti, come quelle che innalzano vertiginosamente l’età pensionabile o bloccano l’indicizzazione delle pensioni. Ma dove sono i tagli ai costi della politica e le altre misure che il governo aveva promesso come sinonimo di equità?. Non ve ne è traccia” commenta Salvatore D’Incertopadre, segretario generale della Cgil di Latina.

“E a fronte di misure lacrime e sangue previste per lavoratore e pensionati, non vi è alcuna misura che sposti il peso della manovra sui grandi patrimoni immobiliari o misure decise di contrasto dell’evasione fiscale che assume in Italia delle proporzioni e dei numeri francamente abnormi” riflette Luigi Garullo, segretario generale della Uil di Latina.

“Come si può, chiedere dei sacrifici così importanti senza controbilanciare il peso della manovra nei confronti di chi più possiede e deve pertanto contribuire di più? Il dissenso è totale - conclude Maria Antonietta Vicaro, segretario generale della Ugl di Latina - perché il combinato del blocco della indicizzazioni delle pensioni e la reintroduzione della tassazione sulla prima casa rischiano di creare una situazione sociale veramente esplosiva a cui dobbiamo cercare di porre rimedio a tutti i costi”. "Cassa integrazione, mobilità, chiusura delle aziende non fanno che aumentare il bilancio negativo delle famiglie. I migliaia di posti di lavoro persi negli ultimi anni, non sono stati rimpiazzati da alcuna risorsa alternativa in termine di occupazione – ha concluso la Vicaro -. Se a questo aggiungiamo quello che la manovra prevede, soprattutto in termini di pensioni, ici, e mancato adeguamento delle pensioni, non possiamo che aspettarci tempi ancora peggiori. Serve uno scatto che vada verso lo sviluppo e il rilancio di un’economia che deve tradursi in posti di lavoro e più equità sociale”.

I segretari generali dei sindacati di Latina sono stati ricevuti dal Prefetto D’Acunto, il quale ha recepito le istanze presentate dai sindacati e  che riporterà al Governo centrale.

Per lunedì 19 dicembre è, invece, previsto, il blocco del lavoro pubblico

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