Coldiretti a Roma, fiume di bandiere gialle in difesa del Made in Italy

Grande successo per la mobilitazione di massa organizzata per il 15 marzo. Tanti gli agricoltori che dalla provincia si sono mossi verso la capitale a tutela dei prodotti locali

Un momento della manifestazione a Roma

È andata oltre ogni previsione la protesta della Coldiretti che si è tenuta ieri nella capitale. In massa gli agricoltori sono partiti da tutta la provincia di Latina per arrivare nella capitale.

Guidati da Saverio Viola e Carlo Crocetti, rispettivamente direttore e presidente della Coldiretti Latina, hanno gridato il loro no all’Imu, ma soprattutto la loro voglia di tutelare e proteggere il prodotto locale sempre più messo in discussione e a rischio dal falso Made in Italy.

Tra gli oltre 350 comuni di tutta Italia presenti anche 6 sindaci di alcuni dei comuni della provincia pontina con moltissimi amministratori che hanno dato man forte alla iniziativa.

Uno sfondo giallo ha colorato le vie della capitale, manifestanti con cappelli, bandiere e foular della Coldiretti hanno issato cartelli “Con i soldi dello Stato si licenza in Italia e si assume in Romania”, con “l’Imu gli italiani finanziano il pecorino rumeno” ma anche “No agli Ogm che uccidono il Made in Italy.

Ovviamente soddisfatta la Coldiretti per il successo della manifestazione. “Per l’occasione – ha detto Saverio Viola -  la Caciotta e il Pecorino prodotti completamente in Romania da una società partecipata dello Stato italiano sono stati portati per la prima volta dal presidente della Coldiretti Sergio Marini in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un esempio eclatante in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy che è il principale patrimonio del Paese ma è spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato”.

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