Reddito di cittadinanza, Olivetti (Impresa): “Burocrazia blocca le assunzioni agevolate”

Il presidente ha portato ai media nazionali l’esempio concreto di quanto sta avvenendo nella sua azienda, la Olsa Informatica

“Impossibile assumere lavoratori in povertà che percepiscono il reddito di cittadinanza a causa di un malfunzionamento del sito Anpal”: ad illustrare il problema, ribalzato anche a livello nazionale e che di fatto impedisce nuove assunzioni e i relativi sgravi fiscali previsti dalla legge, è il presidente di Impresa Giampaolo Olivetti.

Olivetti nei giorni scorsi è stato intervistato sia dal noto talk show “L’Aria che tira” in onda su La 7, sia dal Corriere della Sera, che ha riportato le sue dichiarazione nelle pagine nazionali dedicate all’economia e in versione più estesa sull’on-line.

Il presidente di Impresa ha sottolineato come, “a quattro mesi dalla partenza del reddito di cittadinanza, le imprese siano impossibilitate ad assumere lavoratori in povertà, in quanto il sito internet dell’Anpal, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro, presso il quale l’azienda dovrebbe registrarsi non è ancora in funzione. Anche il numero verde di riferimento sembrerebbe non essere ancora in funzione”. Olivetti ha portato ai media nazionali l’esempio concreto di quanto sta avvenendo nella sua azienda, la Olsa Informatica, sottolineando come “tantissimi altri imprenditori si trovino nella stessa situazione. A causa di questo impedimento non è possibile ottenere gli sgravi contributivi che spettano alle imprese a fronte di questo tipo di assunzioni, e così l’imprenditore è costretto a rinunciare”. 

Impresa si è attivata con una forte azione a livello nazionale per sollecitare le istituzioni, a partire dal Ministro Di Maio e dal Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, affinché quanto prima “si proceda allo sblocco delle procedure, permettendo così agli imprenditori di assumere i lavoratori percettori del reddito di cittadinanza usufruendo degli sgravi e degli incentivi consentiti dalla legge. Procedure burocratiche, problemi tecnici di malfunzionamento e ritardi vari non devono bloccare l’economia italiana e soprattutto l’assunzione di nuove risorse. Le aziende hanno bisogno che il sistema centrale assicuri loro un iter snello per poter attingere ed utilizzare tutti gli strumenti che stimolano e incentivano le nuove assunzioni”.

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