Confcommercio Sabaudia contro il Comune: troppi ritardi nella gestione delle spiagge

Gli operatori in attesa di risposte: "Nessun progetto per la fruizione del mare"

I commercianti di Sabaudia intervengono sulla questione relativa alla fruibilità delle spiagge. Già in precedenza i direttivo dell'associazione commercianti aveva posto questioni precise al sindaco con lo scopo di ridurre quanto più possibile il danno: garantire l’apertura di tutte le attività balneari e il prolungamento delle concessioni al 2033;  potenziare e lasciare in funzione l’ufficio suap per il disbrigo in tempi veloci delle pratiche inerenti le imprese turistiche; stornare fondi di bilancio da iniziative non essenziali per finanziare progetti di infrastrutture per un serio rilancio del settore turistico.

"A queste richieste che meritavano risposte rapide per azioni decise e tempestive, il sindaco non ha mai dato riscontri - dichiara Manuele Avagliano, presidente di Confcommercio Sabaudia - Per spirito di collaborazione abbiamo partecipato a varie riunioni on line, che hanno visto anche la partecipazione dell’assessore alle attività produttive Palmisani. Il nostro fine è stato quello di spronare l'amministrazione comunale a trovare idee, proposte e progetti per lenire i danni subiti dalle aziende produttive e redigere in tempi brevi una agenda per una seria pianificazione infrastrutturale che la città aspetta da decenni. Le video riunioni, non hanno prodotto nulla. Una perdita di tempo. Ad oggi non sappiamo quali iniziative il sindaco Gervasi intende prendere né sulla cancellazione delle tasse locali né quali progetti intende mettere in cantiere per il rilancio della città. Ad oggi non sappiamo come il sindaco Gervasi intende affrontare la stagione turistica sia sulla dinamica dell’accesso alla balneazione e la conseguente mobilità, sia sulle direttive da tenere in città per una convivenza più sicura possibile senza creare inutili pregiudizi nei confronti dei turisti".

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"A parte l’incredibile ritardo delle direttive del Governo e della Regione Lazio sulle norme dell’uso del Demanio e della mobilità - prosegue - ci troviamo a non sapere se l’amministrazione ha un progetto operativo sull’accesso al mare, sia per gli stabilimenti balneari sia per le spiagge libere. Solo voci di corridoio dove si parla di accessi a tempo con doppi turni avendo a disposizione oltre 20km di spiagge. La stagione balneare al tempo del Covid partirà tra venti giorni e il sindaco resta il in “alto mare”. Ad oggi, nonostante siamo ancora in attesa di prescrizioni regionali, avremmo dovuto già avere un piano operativo per l’accesso e l’uso delle spiagge da proporre alla regione Lazio. Sappiamo che il sindaco ha partecipato a riunioni con i sindaci del litorale, tecnici, politici della Regione Lazio e avendo un piano nel cassetto avrebbe avuto modo per farlo approvare in tempi rapidi e con i relativi finanziamenti visto che a differenza di altri comuni Sabaudia ha l’80% di spiagge libere. La peculiarità di tutti gli altri comuni è diversa perché la stragrande parte del Demanio marittimo è occupato da stabilimenti balneari che assicureranno con più facilità una corretta fruizione in sicurezza. Il nostro problema sono le spiagge libere che paradossalmente possono diventare una grande opportunità per accogliere turisti in sicurezza con servizi dignitosi. I nostri stabilimenti balneari non saranno sufficienti a garantire i servizi a tutte le richieste in quanto le distanze di sicurezza ne limiteranno il numero dei clienti. Quindi è necessario organizzare al meglio le spiagge libere in modo da garantire il massimo utilizzo possibile in sicurezza e i relativi servizi accessori. Per arrivare a un progetto credibile per tutto il litorale non si può arrivare all’ultimo e improvvisare. Capendo in anticipo il problema della gestione della spiaggia e avendo chiaro che non si può limitare l’uso della spiaggia libera ai cittadini abbiamo chiesto al sindaco di garantire l’apertura di tutte le attività balneari sapendo che la task force dell’amministrazione comunale, aveva accertato una serie di “abusi” che avrebbero messo in moto una serie di azioni di revoca di autorizzazioni e concessioni. L’unica possibilità è creare una task force permanente tra Comune, operatori e le istituzioni del territorio al fine di dare una offerta che coniughi la voglia di vacanza con la massima sicurezza possibile. Questo si può fare solo con la partecipazione di persone competenti". 

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