Sammontana lascia Pomezia: chiude lo storico stabilimento, 96 lavoratori licenziati

L’azienda sposta a Verona la produzione dei cornetti surgelati, addio al sito attivo dal 1973: per i dipendenti il dramma del licenziamento collettivo

foto: www.sammontanaitalia.it

Sammontana lascia Pomezia. Chiude lo storico stabilimento dedicato alla raffinata pasticceria surgelata, quello che dal 1973 produce croissant pronti da infornare. 

Sammontana chiude a Pomezia: 96 lavoratori licenziati

Una dismissione iniziata già oltre un anno fa: prima la chiusura di una delle due linee di produzione con i lavoratori passati da 134 a 96; nella primavera scorsa le prime avvisaglie sulla definitiva chiusura del sito. Produzione spostata a Verona, polo principale di Sammontana insieme a quello di Empoli. 

Ad oggi solo una ventina di dipendenti, sui 96 totali, avrebbero mostrato la volontà di trasferirsi lontano da Pomezia, negli altri siti dell’azienda: intanto però per tutti è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo. Come se già non bastasse un anno di contratto di solidarietà sulle spalle. Così tra potenziali trasferimenti, con la trattativa tra azienda e sindacati ancora aperta, e persone pronte ad andare in pensione, resteranno senza occupazione almeno 60-65 lavoratori di Sammontana. 

Chiusura Sammontana, Flai Cgil: “Ricollocare lavoratori”

“Persone per le quali auspichiamo l’attivazione della cassa integrazione. L’obiettivo è quello che si individui al più presto un advisor che reindustrializzi il sito e una società di outplacement per l’eventuale ricollocazione dei lavoratori Sammontana” – ha detto a RomaToday Gianfranco Moranti, segretario regionale Flai Cgil Roma, Pomezia e Castelli. 

“Purtroppo negli ultimi tempi il polo di eccellenza delle industrie alimentari di Pomezia, così come quello dei Castelli Romani, è in progressivo decadimento ma non si possono rincorrere crisi aziendali e chiusure degli stabilimenti. Speriamo che i progetti annunciati per il rilancio e lo sviluppo del tessuto produttivo della città di cui parla il sindaco possano rivelarsi valide alternative alla chiusura di Sammontana. C’è bisogno – ha proseguito il sindacalista - di un impegno sulle politiche attive del lavoro per rilanciare l’occupazione visto che con il Jobs Act gli ammortizzatori sociali sono stati ridotti al lumicino”. 

Il sindaco di Pomezia: “Chiusura Sammontana indebolisce territorio”

Una chiusura, quella di Sammontana a Pomezia, “che – ha detto il primo cittadino, Adriano Zuccalà - mette a rischio il futuro di 96 lavoratori e indebolisce il tessuto produttivo del territorio”. Da qui l’impegno del Comune al tavolo con sindacati e azienda oltre che la richiesta alla Regione Lazio di un incontro per discutere del futuro delle aziende sul territorio, “non solo per rincorrere situazioni puntuali, ma per instaurare un dialogo che possa creare terreno fertile per gli investimenti”. “Purtroppo questa collaborazione – denuncia il sindaco di Pomezia - ad oggi è mancata e ci troviamo a parlare, ancora una volta, di esuberi”. 

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Sammontana a Pomezia licenzia “in nome del profitto”

Licenziamenti che preoccupano anche il Partito Comunista dei Castelli Romani. “Non si tratta di una crisi aziendale e questo rende indecente la chiusura dello stabilimento di Pomezia. Infatti, la società Sammontana, controllata da Mediobanca, ha registrato nel 2018 il massimo degli utili (quasi 17 milioni di euro), ottenendo un miglioramento di tutti gli indicatori di bilancio. Questi risultati – scrivono - sono stati ottenuti tagliando nell’ultimo decennio i costi del personale per 22 milioni di euro. La chiusura dello stabilimento di Pomezia non è frutto di una crisi aziendale, bensì della sfrenata sete di profitto da parte del capitale, rappresentato in questo caso dalla potentissima Mediobanca”. La richiesta è quella che le istituzioni si spendano per evitare il taglio di 96 posti di lavoro “in nome del profitto”.

Chiude anche Sammontana: a Pomezia è crisi del lavoro

Su Sammontana il tempo stringe: il 20 novembre lo storico sito di Pomezia chiuderà i battenti. L’ennesima industria che lascia l’area della Pontina e mette alla porta i lavoratori. “A Pomezia l’emergenza lavoro è ormai una tragedia davanti a cui non si può stare fermi. L'ultimo caso, con l'azienda Sammontana che ha licenziato cento lavoratori, deve poter essere l'ultimo di una lunga e drammatica serie. Abbiamo analizzato per anni le origini della deindustrializzazione del nostro territorio, adesso è il momento di fissare le priorità e tirare in causa le istituzioni, fino al piano più alto, che possono far ripartire lo sviluppo” – ha scritto in una nota il consigliere di Pomezia Domani, Stefano Mengozzi, chiedendo la convocazione di un consiglio comunale “aperto” ai cittadini, alle forze sindacali e datoriali e a tutte le istituzioni superiori. 

“Il ‘caso Pomezia’ deve essere affrontato subito, con urgenza. Un territorio ferito per la fuga dell’industria e l’assenza di investimenti infrastrutturali, che oggi detiene i primati negativi più tristi: quello della disoccupazione e dell’impoverimento delle famiglie. Non c’è più tempo – conclude Mengozzi - è adesso il momento di affrontare questa emergenza”.
 

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