Sapa, nulla di fatto al Ministero. Operai al quinto giorno di occupazione

L'azienda ha ribadito di non volersi sedere al tavolo fino a quando non sarà sciolto il presidio. I sindacati intento non cedono sulla proposta della cassa integrazione per cessazione di attività. Tavolo del 16 luglio in Regione

Alla fine tutto si è concluso con un nulla di fatto. La Sapa ieri non si è seduta al tavolo convocato al Ministero ed ora tutto è rimandato al 16 luglio quando è previsto un nuovo in incontro in Regione, che era stato già calendarizzato.

Tramite lo stesso Ministero e la Regione, l’azienda ha ribadito di non volersi sedere al tavolo fino a quando i lavoratori non decideranno di sciogliere l’occupazione. Operai dello stabilimento di Fossanova che dal canto loro, in accordo con le organizzazioni sindacali, hanno deciso di non cedere e di andare avanti con l’assemblea permanente arrivata ormai al quinto giorno.

Riteniamo pretestuoso l’atteggiamento assunto dall’azienda - ha commentato Tiziano Maronna, segretario generale della Fiom che ieri era presente al tavolo anche con i suoi rappresentanti regionale e nazionale -; un atteggiamento che camuffa l’incapacità di affrontare un confronto”.

“Durante l’incontro di ieri - continua Maronna - abbiamo ribadito la nostra volontà come sindacato di non accettare la proposta di procedere con una cassa integrazione per cessazione di attività avanzata dalla Sapa, consapevoli che non andrebbe a tutelare i lavoratori”.

Lavoratori - 98 su 136 - che questa mattina si sono riuniti in assemblea nei locali della mensa con i rappresentanti sindacali. “Gli operai questa mattina durante l’assemblea hanno ribadito il loro appoggio alla linea assunta dai sindacati e vanno avanti con il presidio” ha spiegato Maronna che nel frattempo prosegue con il suo sciopero della fame ormai al terzo giorno.

“La mia è una decisione assolutamente personale che arriva dopo episodi che io ritengo gravi; è una mia scelta personale che porto avanti da solo e non imposto a nessuno; non accetto che venga derisa ma vorrei solo che fosse rispettata. So di avere i lavoratori dalla mia parte che questa mattina mi hanno espresso la loro solidarietà e andrò avanti”.

Per ora quindi è tutto rimandato al tavolo del 16 luglio in Regione, con i tempi che si fanno sempre più stretti.

LA NOTA DELLA FIOM -  "È chiara l'intenzione dell'azienda di riorganizzare la produzione senza presentare un piano industriale, procedendo a iniziative unilaterali come ha già fatto vendendo lo stabilimento di Bolzano, chiudendo la pressa di Feltre ed ora dichiarando la chiusura di Fossanova - si legge in una nota della Fiom -.

Nulla si sa delle vere intenzioni dell'azienda per quanto riguarda l'intero gruppo Sapa-Hydro in Italia, che oltre a quelli citati ha stabilimenti a Ornago (Monza Brianza) e Atessa (Chieti). Il tempo non aiuta il confronto, mancano infatti pochi giorni alla scadenza della procedura avviata dall'azienda che terminerà il 21 luglio. Nel frattempo sono già calendarizzati i prossimi incontri: il 16 luglio le parti si incontreranno in Regione Lazio mentre il ministero, che nelle prossime ore ricontatterà l'azienda, si è impegnato a riconvocare il tavolo prima della scadenza di lunedì 21 luglio.

I lavoratori sono fermi nella volontà di lottare per difendere il loro posto di lavoro, in un'azienda radicata nel territorio da generazioni. E la Fiom è al loro fianco".

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