Tacconi Sud, un passo in avanti: 8 mesi di cassa integrazione

L'accordo tra le parti in un incontro in Regione. Una tappa fondamentale in vista del più importante appuntamento del 9 febbraio, l'udienza pre-fallimentare al tribunale di Latina

L'inizio del presidio alla Tacconi Sud da parte delle 29 lavoratrici

Una tappa importante quella di ieri, la firma per la cassa integrazione in deroga, ma purtroppo non è l’ultima. La fine dell’incubo per le 29 donne della Tacconi Sud in presidio da quasi un anno deve attendere ancora un mese.

Nel pomeriggio di ieri intanto, è stata segnato un altro momento fondamentale che almeno permette alle operaie di avviarsi all’udienza pre-fallimentare del 9 febbraio con maggiore serenità.

L’accordo in Regione era stato raggiunto già nel mese di dicembre ma l’ufficialità e arrivata solo con la firma che le parti hanno apposto ieri e grazie alla quale le lavoratrici dell’azienda che si trova sulla Pontina hanno potuto ottenere altri 8 mesi di cassa integrazione in deroga.

Un successo importante ma non certo l’epilogo che è invece legato a filo doppio all’esito dell’udienza del mese prossimo dalla quale dovrebbe arrivare finalmente il pronunciamento del fallimento e l’inevitabile nomina di un curatore fallimentare che potrebbe aprire le porte ad un processo di reindustrializzazione del sito.

Soddisfatte le parti all’indomani della firma. “Come avevamo promesso alla vigilia delle feste natalizie alle 29 lavoratrici della Tacconi Sud di Latina, abbiamo firmato l’accordo per la concessione di 8 mesi di  cassa integrazione in deroga. Si tratta di un intervento necessario per garantire la continuità del sostegno al reddito in attesa della definizione dell’istanza di fallimento in atto presso il Tribunale di Latina”.

È quanto ha dichiarato l’assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio, Mariella Zezza, al termine dell’incontro svoltosi in Regione tra i rappresentanti aziendali, le lavoratrici, la Femca Cisl e il Comune di Latina.

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“Il nostro impegno – sottolinea Zezza – sarà ora rivolto a favorire la reindustrializzazione del sito pontino, per il quale sono state avanzate proposte da parte di nuovi imprenditori interessati. Per questo ci siamo già dati appuntamento a giugno, con l’obiettivo di monitorare la vertenza aziendale e sostenere gli sforzi fatti dalle lavoratrici per mantenere e rilanciare la capacità produttiva dello stabilimento”.

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