Cisterna, salta la vertenza Maserpack: nessun accordo sui 9 esuberi

Finisce con una fumata nera l'incontro fiume in Regione tra l'azienda e le parti sociali. Le rappresentanze sindacali: "Licenziamenti collettivi senza una reale motivazione oggettiva"

“Si è concluso nel peggiore dei modi, con il mancato accordo sottoscritto presso la Regione Lazio, l’esame congiunto relativo alla procedura per il licenziamento collettivo di 9 lavoratori della Maserpack”. Lo comunicano in una nota i rappresentanti sindacali di Rrssuu e Slc Cgil, che assieme alla Ugl carta e stampa si sono seduti al tavolo della vertenza con la proprietà dell’azienda cartotecnica di Cisterna di Latina.

I sindacati evidenziano “il rifiuto opposto dal primo all’ultimo momento dalla società e dalla Federlazio alla richiesta di ritirare i licenziamenti e di ricercare possibili soluzioni alternative che, con ogni evidenza, avrebbero permesso di far fronte al calo di fatturato, tra l’altro dovuto all’attesa di una ripresa piena all’interno dell’azienda, di tutta la produzione”.

Rrssuu e Slc Cgil criticano la posizione di “rigida chiusura” dei vertici aziendali della Maserpack e “il tentativo perseguito con tenacia, ma non riuscito, di dividere i sindacati, e non solo i lavoratori, tra buoni e cattivi”, nonché “la mancata volontà sulla chiusura di un accordo di cassa straordinaria a rotazione, come previsto per legge, che permetteva innanzitutto respiro all’impresa, e ai lavoratori un minimo di perdita di retribuzione scaturita dalla rotazione”.

Riteniamo perciò i licenziamenti collettivi di Maserpack privi di una reale motivazione oggettiva - ribadiscono i sindacati - così come tali riteniamo, a nostro avviso, i criteri adottati nell’individuazione delle posizioni in esubero, tutte fungibili, e sosterremo in ogni sede questa tesi. Invitiamo altresì l’azienda e Federlazio a dare finalmente prova di una reale volontà di stemperare il clima di forte ostilità, che si è determinato da tempo e che il mancato accordo rischia di aggravare ulteriormente, soprassedendo ai licenziamenti e avviare invece una richiesta di Cassa integrazione straordinaria per gestire l’attuale necessità di un possibile ridotto fabbisogno di personale”.

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