Prezzo del latte, nulla di fatto in Regione: allevatori in agitazione

Gli industriali hanno chiesto ancora una settimana di tempo per potersi confrontare e proporre il prezzo definitivo. Coldiretti: "Ribadiamo che il nostro stato di agitazione controllato resta aperto"

Ennesima bolla di sapone nella vertenza per il prezzo del latte. Le speranze degli allevatori pontini di arrivare finalmente ad una definizione conclusiva della questione sono svanite dopo l’incontro in Regione di venerdì mattina quando i referenti dei gruppi industriali hanno chiesto ancora una settimana di tempo per potersi confrontare e proporre il prezzo definitivo ai produttori.

“Prediamo atto con amarezza di questo ulteriore rinvio della decisione – ha detto amareggiato il direttore di Coldiretti di Latina, Saverio Viola – e auspichiamo che entro mercoledì prossimo i rappresentanti degli industriali traggano le proprie conclusioni ma fin d’ora ribadiamo che il nostro stato di agitazione controllato resta aperto e che non è possibile non ritoccare un prezzo davvero deprimente per gli
allevatori della provincia di Latina e del Lazio”.

L’assessore regionale alle politiche agricole, Di Paolo, ha assicurato che convocherà questa riunione per definire la situazione che, come ribadito da Viola diventa ora più che grottesca e ai limiti della sopportazione.

“Siamo stati chiari come Coldiretti su alcuni punti che, ormai, riteniamo più che fondamentali per siglare il nuovo accordo - ha aggiunto il presidente di Coldiretti Latina -.Il prezzo equo in base ai costi di produzione non può non essere pari a 0,48 centesimi per litro conferito. Ma, al di là di questo, va sottolineata la necessità di considerare il parametro dei costi di produzione a litro di latte, la qualità, la provenienza ( tutela e sostegno alla produzione locale ) e, in modo particolare, di trovare l’intesa e sottoscrivere il nuovo accordo su una base annuale con una durata, quindi, di 12 mesi al contrario di quanto accaduto sino ad oggi con trattative estenuanti, rinvii e spesso anche manifestazioni dalle quali sono scaturiti prezzi per trimestre o per 6 mesi che non consentono ovviamente una pianificazione aziendale idonea a dare continuità e tranquillità agli allevatori ormai esasperati da questa situazione di poca chiarezza”.

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Sembrerebbe che qualche referente di cooperativa abbia già siglato l’intesa, o sia pronto a farlo, a prezzi non adatti alle attese. L’obiettivo di Coldiretti resta quello di garantire la "sopravvivenza degli allevamenti in un momento difficile per tutta l’economia agricola e dopo la manifestazione organizzata da Coldiretti alla vigilia di Natale non è escluso che gli allevatori tornino a far sentire la propria voce per rivendicare attenzione e risposte e non più solo promesse".

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