Memorie - L'ultimo scatto: la mostra fotografica a Cisterna

Da venerdì 15 a domenica 17 marzo 2019 a Cisterna di Latina, presso la sala Mimosa dello storico Palazzo Caetani si terrà la mostra fotografica dedicata ai luoghi abbandonati e ai siti dismessi del territorio italiano realizzata e organizzata da Gabriele Siragusa con il patrocinio della Pro loco del comune di Cisterna di Latina.

Con una selezione di 57 opere, il progetto “Memorie - L'ultimo scatto” è il risultato di un lavoro iniziato nel 2017. Gli scatti esposti sono il frutto della maturazione personale del fotografo, una fusione tra lo stile iniziale di natura urbanistica e paesaggistica e le linee guida dell'urban exploration.

Quest'ultima cattura un'immagine in cui il soggetto principale è il decay, il decadimento: mura immerse in un assordante silenzio che raccontano generazioni di lavoratori, di storie, dove tutto è lasciato come l'ultimo giorno e solo il tempo e le intemperie ne hanno trasformato i colori e l'atmosfera. Le geometrie, le luci naturali, le memorie sepolte da polvere ed intonaco sono al centro dell'ultimo scatto che il fotografo con la sua composizione riporta e tira fuori da quei luoghi senza futuro, con la consapevolezza che da un giorno all'altro questi edifici saranno abbattuti o riqualificati e si perderà per sempre un pezzo di storia locale o industriale.

Il percorso fotografico parte da quella che viene considerata “architettura industriale”, ma non sono solo le industrie ad essere diventate dei veri luoghi fantasma, anche aziende che si dedicavano al commercio o al turismo, o ancora chiese, monasteri e teatri.
Una tappa importante è quella che ha portato alla riscoperta delle colonie marine lungo la Riviera Romagnola, dove un tempo soggiornavano bambini provenienti da tutta Italia e che al giorno d'oggi non sono altro che blocchi di cemento abbandonati al centro delle cittadine. La sezione più interessante - che invita alla riflessione - è quella che immortala un intero agglomerato urbano che per rischio idrogeologico è stato evacuato e mai ricostruito.

Sono in realtà due gli esempi di “ghost town” che il fotografo ha esplorato in questa avventura, entrambi interessati dalla stessa sorte seppure a distanza di 792 km e 12 anni l'uno dall'altro. La più vicina, sia geograficamente che storicamente, è il borgo di Apice in Campania, rimasto in stato di abbandono dopo il sisma dell'Irpinia del 1980. L'altra invece - dall'aspetto spettrale e surreale - è la città di Poggioreale in Sicilia, colpita dal sisma che distrusse la Valle del Belice nel 1968, oggi nient'altro che un museo a cielo aperto in cui i resti delle case sembrano ancora raccontare la vita quotidiana di un popolo, nel silenzio tombale dell'entroterra siciliano.

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