All’interno della rassegna MAD Friuli, dopo l’esposizione di Alberto Manzetti, le pareti del Caffè Friuli di Latina ospiteranno la mostra dell’artista iperrealista Marianna Galati, curata da Fabio D’Achille per MAD Rassegna d’Arte Contemporanea.
La mostra verrà inaugurata martedì 31 luglio e si concluderà il 31 agosto.
Francesca Piovan, critica e storica dell’arte, parlando dell’arte di Marianna Galati afferma:
“Marianna Galati è una giovane ed eclettica artista, il suo animo poliedrico l’ha portata a sperimentare ed a cimentarsi con l’eterogeneo repertorio delle tecniche artistiche, dall’intarsio ligneo alla ceramolle, dal modellato, al disegno e alla pittura, passando per i più moderni strumenti della grafica.
Dalle sue mani prendono vita e si animano figure femminili austere, sexy, ammalianti ed impeccabilmente perfette. Alle conturbanti donne di Marianna, tutte intensamente more, sembra bastare un profondo sguardo, un severo ammonimento, una gestualità improvvisa, una movenza particolare, per dialogare con un ideale spettatore, trascinarlo in un consapevole gioco seduttivo e condurlo nello spazio scenico rappresentato, uno spazio caldo ed intenso come il colore che lo domina, rosso. Basta una provocante bocca laccata, un’unghia dipinta per coinvolgerci maliziosamente nel profondo, stuzzicante quanto variegato universo femminile”.
Fabio D’Achille, curatore MAD, scrive dell’arte di Marianna Galati:
“Un’artista iperrealista è stata già definita, i suoi lavori quasi fotografici sembrerebbero delle stampe digitali magari ricolorate... Vittorio Sgarbi ad un palmo di naso dalla tela, ha alzato gli occhiali per vedere a fondo,controllare che si trattasse di disegno, di pittura! Così difficile pensare e giudicare un’artista per ciò che fa e ciò che è? Ritengo questa donna, un’artista perché sa generare curiosità, emozione, sgomento attraverso il suo lavoro pittorico. Intensamente racconta, forse, se stessa, forse tante donne, sicuramente passioni forti... reali, iperreali appunto. È capace di farci fermare,pensare, vedere, capire? ”











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