No all’abolizione delle province, Cusani al fianco della Regione

Il presidente della Provincia ha dato mandato ai legali di predisporre l'intervento dell'ente di via Costa nel ricorso presentato presso la Consulta dalla Giunta Polverini

La Provincia di Latina sosterrà il ricorso presentato dalla Regione Lazio per la dichiarazione d’illegittimità costituzionale dell'articolo 23 del decreto legge 201/2011, che pone le basi per l’abolizione degli enti provinciali. “La disciplina dettata dall’articolo 23 - scrive la segreteria del presidente Cusani in una nota diffusa ieri - stravolge, infatti, il ruolo attribuito dalla Costituzione alle Province, declassandole ad ente di secondo grado, con non meglio identificate funzioni di solo coordinamento delle attività dei Comuni, privandole altresì della possibilità di esercitare le competenze amministrative riconosciute dalla Costituzione”.

Il Consiglio provinciale si era già espresso sulla questione deliberando un ordine del giorno in cui si esprime parere negativo sull’abolizione delle province “perché ci sarebbero meno garanzie democratiche, verrebbero garantite meno opportunità a chi è più debole, diminuirebbe l'identità locale fatta di storia e cultura e le istituzioni si allontanerebbero dai cittadini”. Ora il presidente Cusani, con l’atto di intervento depositato ieri mattina, ribadisce “la propria convinzione della necessità di salvare la testa delle Province, che non può cadere vittima dei malumori determinati da una politica economica e finanziaria che sta imponendo non pochi sacrifici”.

Le Province, come evidenziano i dati offerti da via Costa, rappresentano soltanto l'1,35% della spesa pubblica complessiva del Paese. “Il testo varato dal Governo per la loro sostanziale soppressione, lungi dal consentire risparmi –si legge ancora nella nota della Provincia - produce notevoli costi aggiuntivi per lo Stato e per la pubblica amministrazione, ingenera indeterminatezza, inadeguatezza nel sistema delle autonomie a danno della governance territoriale e della gestione dei servizi al cittadino con evidenti negative ripercussioni per lo sviluppo dei territori”.

Cusani si dice “d'accordo sulla necessità di una riorganizzazione del Paese” ma evidenzia che “bisogna iniziare a trovare gli sprechi dove davvero esistono”. “Realizzare un sistema di poteri territoriali più semplici e chiaro libererebbe energie - si legge ancora nella nota della Provincia - eliminando quel disordine normativo e procedurale che impedisce all’Italia di crescere. Il riordino istituzionale merita una discussione seria che non può essere lasciata a campagne abolizioniste improvvisate. Cancellare oggi le Province vorrebbe dire tornare indietro, e dare di nuovo concretezza al quel centralismo regionale che per molto tempo è stato uno dei detrattori della crescita nel nostro sistema delle autonomie locali: l’idea che scompaiano gli enti intermedi sarebbe davvero l’inizio di un neo-centralismo regionale e un vero, reale e concreto arretramento della nostra democrazia”.

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