Teatro D'Annunzio ai privati: il Consiglio approva l'esternalizzazione. Critiche dal Pd

Sul caso intervengono Enrico Forte, Nicoletta Zuliani e Massimiliano Carnevale del gruppo del Pd, che questa mattina in aula hanno espresso voto contrario: "Proposta senza prospettive che costa 100mila euro l'anno"

Il Consiglio comunale di Latina ha votato questa mattina, a maggioranza, l’esternalizzazione della gestione del teatro D’Annunzio. Nel bando di concessione è previsto un contributo da parte del Comune di 100mila euro all’anno.

Sul caso però non sono mancate le polemiche dell’opposizione. “La scelta di affidare ad un privato per tre anni la gestione del Palacultura con un impegno finanziario di 100mila euro è la dimostrazione della totale assenza di un progetto organico e definito sugli spazi culturali in città da parte della Giunta Coletta”, dichiarano Enrico ForteNicoletta Zuliani e Massimiliano Carnevale del gruppo del Pd, che questa mattina in aula hanno espresso voto contrario alla proposta.

“Prima di decidere di affidare in concessione il teatro e la stagione – sottolineano i consiglieri – sarebbe stata utile una riflessione più approfondita su tutti gli spazi culturali della città, alcuni dei quali sono stati dati in gestione a privati da anni senza che il Comune abbia un ritorno economico. La proposta dell’amministrazione non ci consente di sapere quale è l’idea per il futuro, cosa giustifica tale scelta e quale percorso si intende seguire per arrivare, eventualmente, all’istituzione di una fondazione. L’affidamento ad un privato non risolve il problema dell’organizzazione delle attività culturali e teatrali: un ente gestore, infatti, deve essere soprattutto in grado di fare produzione che è l’unico strumento per trasformare quegli spazi in impresa culturale e in questo contesto anche la figura del direttore artistico diventa fondamentale per la riuscita di un’operazione del genere. L’amministrazione – proseguono gli esponenti Pd – sta affidando ad un soggetto privato uno spazio pubblico  praticamente al buio, senza sapere nulla della stagione teatrale: ci si sta privando di un bene della collettività e della facoltà di gestire e governare un settore importante come quello delle politiche culturali senza un progetto e in quadro di totale incertezza”.

Sul bilancio inoltre ci sono soltanto 20mila euro destinate alle attività culturali, ma il Comune impegnerà 100mila euro l’anno per far gestire il teatro ai privati. “Non si considera  - aggiungono ancora i consiglieri comunali – che Latina è inserita nel circuito teatrale Atcl dei Comuni del Lazio, un soggetto pubblico pagato con i soldi dei cittadini rispetto al quale non è dato sapere come si comporterà il futuro gestore del Palacultura. Una sorta di corto circuito – concludono ForteZuliani e Carnevale – per una proposta che non offre prospettive mentre l’unica strada percorribile resta quella dell’ente gestore partecipato all’interno del quale l’amministrazione possa definire un proprio progetto culturale per lo sviluppo e la produzione teatrale e più in generale culturale”.     

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