“Confronto evitato in Consiglio comunale”: l’attacco di Nicola Calandrini

L'intervento del capogruppo di Fratelli di Italia-An che punta il dito contro il sindaco Coletta e la maggioranza: "Esiste un problema di 'agibilità' politica nel Comune di Latina che sta diventando pericolosa per la democrazia in città"

“Esiste un problema di ‘agibilità’ politica nel Comune di Latina che sta diventando pericolosa per la democrazia in città”: questo l'attacco di Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli di Italia-An al Comune, che punta il dito contro il sindaco Damiano Coletta e la maggioranza. 

“Ricordo che il Consiglio comunale è organo di ‘controllo’ dell’azione amministrativa, è la sede della rappresentanza della intera diversità della città. Oggi, ostinatamente, si cerca di evitare il confronto in Consiglio comunale, il manovratore, che si dice campione di trasparenza, evita sistematicamente il confronto. Sono trascorsi sette mesi dall’insediamento della Giunta Coletta e il confronto in consiglio c’è stato neanche per una decina di volte complessivamente, siamo a Latina la seconda città del Lazio” prosegue il consigliere fa anche riferimento ad alcuni casi particolari.  

“Emblematico - spiega in una nota - è il percorso del bilancio, il primo dell’era Coletta, dove il Consiglio è stato sistematicamente escluso, tra poco ci troveremo a ridosso della scadenza del 31 marzo e il consiglio sarà chiamato a ‘prendere atto’ di scelte mai discusse, e il sindaco in campagna elettorale si è fatto bello di un modello nuovo di gestione dei conti del comune attraverso la partecipazione che non c’è stata”. 

Ma per Calandrini, il consiglio “è stato escluso da problemi come: le scelte su Acqualatina; sulla Latina Ambiente abbiamo fatto un Consiglio, uno solo su nostra richiesta; sulle scuole si è discusso su nostro impulso e sporadicamente; mai sui temi dello sviluppo e della tutela del territorio; siamo alla vigilia della apertura della stagione balneare con il problema degli impianti turistici e della logistica legata alla gestione del litorale e tutto tace; abbiamo appreso dai giornali che il Comune chiede le facoltà di agraria e farmacia che, presumiamo, siano scelte determinate dal soliloqui del sindaco;  abbiamo appreso solo dalla stampa dello stato dell’arte del teatro e del palazzetto dello sport”.

“Il Consiglio comunale - conclude Calandrini - è stato convocato solo per gli adempimenti inderogabili previsti per legge. Siamo davanti  ad un metodo pericoloso, ci faremo portatori di un percorso ufficiale che coinvolgerà il presidente del Consiglio comunale, della presidenza tutta e per conoscenza anche al Prefetto, quest’ultimo già una volta su questo punto era stato investito. Non consentiremo il 'commissariamento' della democrazia in città”.

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