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Crisi politiche, Acqualatina dietro tutto? Forza Italia non ci sta

Il coordinatore regionale di Forza Italia Lazio Fazzone e quello provinciale Calvi, spiegano le ragioni che hanno portato alla caduta di Procaccini a Terracina. “Di Giorgi? Nessuno ha mai parlato di dimissioni”. Consiglio a Latina il 18 maggio

Non c’è Acqualatina dietro le crisi politiche a Latina e Terracina e nessun feudo da difendere. A parlare nel pieno della bufera che ha sconvolto i due comuni - con il sindaco Di Giorgi in bilico e Procaccini sfiduciato due giorni fa -  sono il coordinatore di Forza Italia Lazio Claudio Fazzone e il coordinatore provinciale Alessandro Calvi che con una lunga nota spiegano le ragioni che hanno portato alle crisi politiche nei due Comuni negando che dietro tutto ci sia un piano ordito per tenere in mano Acqualatina.

TERRACINA - “Quanto accaduto a Terracina, con la decisione di sfiduciare il sindaco Procaccini, non ha nulla a che vedere con la questione Acqualatina. La scelta è stata maturata in seno ad una situazione che si trascinava da 26 mesi, da quando il sindaco Procaccini ha deciso di cambiare le carte in tavola e, senza confrontarsi con alcuno, di stravolgere la coalizione che ha vinto le elezioni - spiegano Fazione e Calvi -.

Con un colpo di spugna Procaccini ha portato in maggioranza chi le elezioni le aveva perse affidando il ruolo di vice sindaco al suo principale avversario, creando un’anomalia al governo della città. Le elezioni a Terracina sono state vinte dall’allora Popolo della libertà che, supportato da alcune liste civiche, è diventato di diritto l’azionista di maggioranza dell’amministrazione comunale. Salvo che a metà mandato il sindaco abbia deciso di mandare all’opposizione chi ha vinto le elezioni. E Forza Italia, come opposizione, ha esercitato il proprio diritto di sfiduciare un sindaco che ha tradito il patto di coalizione e il programma votato dai cittadini”.

“Fermo restando il diritto di ciascuno di cambiare idea in corso d’opera - prosegue la nota -, chi rappresenta le istituzioni, chi guida una città non per investitura divina ma per precisa decisione dei cittadini, ha il dovere in questi casi di dimettersi e di ricandidarsi con una nuova coalizione e sottoporsi al voto del popolo. Credo che la legittima scelta operata come opposizione, con la sfiducia a Procaccini, sia quindi un atto dovuto prima di tutto nei confronti della città. Le cose si fanno alla luce del sole come abbiamo fatto noi e senza ricorrere a inutili e vergognose trame di palazzo. Il resto sono elucubrazioni avallate da chi preferisce cercare responsabilità nelle scelte altrui piuttosto che ammettere i propri errori.

IL CASO ACQUALATINA - "Per quanto ci riguarda non abbiamo alcun feudo da difendere. Acqualatina ne è il massimo esempio - vanno avanti i due azzurri -. Il centrodestra in questi anni è sempre stato nel consiglio di amministrazione della società ma senza la preponderanza di una componente rispetto alle altre. Ne sono la dimostrazione i nomi di Giacomo Mignano, che se non sbaglio è molto vicino al sindaco di Latina Di Giorgi, e di Igor Ruggieri, riferimento dell’Udc guidato da Michele Forte. E in tutte le scelte effettuate Forza Italia ci ha sempre messo la faccia anche quando le polemiche prendevano il sopravvento. Abbiamo sempre favorito tutte le forme di controllo, per esempio abbiamo chiesto all’epoca al governatore Marrazzo un nome di sua fiducia per presiedere il consiglio di amministrazione della società, e non ci siamo mai nascosti, certi di aver sempre operato per il bene della comunità. Lo abbiamo fatto di concerto con il socio privato, che con Veolia è una eccellenza nel settore idrico, e soprattutto dei cittadini che necessitano di servizi di qualità. Lo abbiamo fatto raggiungendo risultati importantissimi come dimostra la creazione e l’ammodernamento di una rete efficiente di depuratori, il miglioramento dei livelli di balneabilità che stanno consentendo a molti Comuni della provincia di Latina di conquistare la bandiera blu, il fatto che le crisi idriche non siano più strutturali ma rare eccezioni, e che la nostra sia l’unica provincia del Lazio che con risorse proprie ha dato risposte, nei tempi assegnati, al problema dell’arsenico.

E tutto questo rendendo positivi i bilanci della società, come quello 2014 appena approvato con un attivo di oltre 11 milioni di euro, grazie ad una buona politica che ha sempre messo al primo posto il territorio. E con orgoglio possiamo dire che l’unico strumento che abbiamo utilizzato in tutte le occasioni è sempre stato quello del confronto. Certo è che chi si sottrae al dialogo poi deve anche assumersi l’onere e l’onore delle proprie azioni”.

LATINA - Poi la crisi aperta nella maggioranza a Latina. “Nel caso specifico di Latina, nessuno ha mai parlato di dimissioni del sindaco - spiegano ancora Fazione e Calvi -. Al contrario, Forza Italia è stata messa all’opposizione dai tre segretari provinciali di Ncd, Fratelli di Italia e Udc. Legittimamente abbiamo chiesto un chiarimento, su dichiarazioni che sono state al limite della diffamazione, ma ad oggi siamo costretti a constatare che non abbiamo mai ricevuto dal sindaco Di Giorgi neanche una telefonata. L’unico dialogo sinora è avvenuto tra la segreteria provinciale di Forza Italia e il segretario di Ncd Enrico Tiero.

Per questo su precisa richiesta del sindaco Di Giorgi aspettiamo la discussione in Consiglio comunale, sede in cui il sindaco ha il dovere di recuperare credibilità nei confronti dei consiglieri comunali e della città, e continuiamo a chiedere rispetto del programma votato dai cittadini. Gli attacchi e le insinuazioni di queste ore sono solo frutto di una dietrologia e di un rancore che non appartiene a Forza Italia. Noi siamo abituati a valutare le situazioni caso per caso, a parlare con tutti e a riflettere prima di assumere qualsiasi decisione. La valutazione del nostro agire la faranno i cittadini. Sono loro il nostro unico riferimento. Le logiche di potere e l’attaccamento alle poltrone le lasciamo agli altri - concludono -. Compresa la partita a domino”.

Intanto, per il 18 maggio è stato convocato il Consiglio comunale in cui si discuterà della sfiducia al sindaco Di Giorgi dopo le due mozioni presentate dal Pd, ma firmate anche dai consiglieri di Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra, e quella della stessa Forza Italia

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