Decadenza di Di Giorgi, il Consiglio regionale non decide

Nuovo colpo di scena nella telenovela del doppio incarico: alla Pisana la maggioranza approva una mozione per sospendere il giudizio. Montino (Pd): "Ricorreremo alla Corte dei Conti"

Si è dimesso dalla presidenza della commissione Mobilità e ha rinunciato al suo stipendio, ma Giovanni Di Giorgi per ora mantiene anche il suo seggio da consigliere regionale. A tenerlo in gioco è il Consiglio regionale, che nella seduta di questa mattina ha sospeso la decisione sulla questione della decadenza del sindaco di Latina per incompatibilità. Con i voti della maggioranza di centrodestra l’assise regionale ha approvato la mozione avanzata dal gruppo del Popolo delle libertà per rinviare la votazione sulla decadenza in attesa del pronunciamento dei ricorsi presentati dal Pd contro la sua elezione a sindaco.

Immediatamente un tam tam di reazioni si è scatenato attorno alla decisione del Consiglio regionale. Chi va giù duro è il Partito democratico, per bocca del suo capogruppo consiliare in Regione, Esterino Montino: “Con un’evidente violazione dei regolamenti e delle procedure, Pdl e maggioranza regionale hanno salvato il posto a Di Giorgi. Per farlo gli azzeccagarbugli della maggioranza regionale tutta hanno inventato ‘il consigliere regionale in aspettativa’. Si tratta di un imbroglio rispetto al quale reagiremo impugnando tutti gli atti amministrativi varati dal comune di Latina e presentando un ricorso alla Corte dei Conti”.

“La mozione azzeccagarbugli - aggiunge Montino - prevede che Di Giorgi resti consigliere regionale rinunciando allo stipendio e pure alla presidenza della commissione. Però salva il posto violando la legge. Tutti gli atti in cui il voto di Di Giorgi è determinante e tutte le delibere assunte dall’amministrazione comunale di Latina, cioè la totalità, visto che ne è il sindaco, per noi sono illegittime. Su ogni atto ci sarà un nostro ricorso. Inoltre, il gruppo del Pd e gli altri gruppi dell’opposizione - conclude Montino - daranno mandato agli avvocati di presentare ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale per l’indennità che fino a oggi Di Giorgi ha percepito e che invece non doveva prendere, visto che dal giorno della sua proclamazione a sindaco, aveva venti giorni di tempo per optare”.

“Con l’approvazione della pregiudiziale - rincarano la dose i consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo - il Consiglio regionale del Lazio ha di fatto sospeso non la discussione, ma la legalità e la legge; quella legge che poi si pretende sia rispettata da tutti gli altri cittadini non appartenenti alla casta. Una sospensione, oltretutto, di cui non è dato conoscere i termini temporali”.

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