Decreto Sicurezza, anche la Regione si oppone. Smeriglio: “Dai sindaci l’alternativa che serve al Paese”

L’intervento del vicepresidente: “La nostra amministrazione, d’altronde, ha scelto già da tempo da quale parte stare”. Il governatore del Lazio Zingaretti: “Vicino al sindaco Orlando”

Anche la Regione Lazio si oppone al decreto Sicurezza, soprattutto nella parte che interessa i migranti. Quella stessa parte contestata da alcuni sindaci del Paese che si sono schierati al fianco del primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando che ha deciso di sospendere l’applicazione del provvedimento proprio nella parte che riguarda i migranti.    

Mi sento vicino al sindaco Orlando che ha deciso di sospendere, a Palermo, gli effetti del decreto Salvini - ha scritto ieri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sulla sua pagina Facebook -. Apprezzo il suo impegno contro l'odio e capisco la sua fatica per porre rimedio a norme confuse scritte solo per l'ossessione di fare propaganda e che spesso producono caos, diffidenza e più insicurezza per tutti. Tutto, ovviamente, sulle spalle dei territori e degli amministratori locali. Ringrazio il Sindaco Orlando perché l'odio non ha mai prodotto sicurezza o benessere per le persone, ma solo macerie dove staranno meglio solo i più forti o i più furbi”

La linea del sindaco di Latina Coletta

Al fianco dei primi cittadini che contestano il provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Salvini anche il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. “A rompere il muro di propaganda salviniana ci hanno pensato i sindaci, con la forza tipica di chi svolge funzioni di prossimità, vicino al paese reale, ogni giorno alle prese con il dramma di un paese impoverito e spaventato” ha dichiarato Smeriglio in una nota. Hanno messo in campo l’approccio di cui il Paese ha bisogno, si sono serviti di atti di disobbedienza, per dire che quella raccontata dai vicepremier è un’Italia intrisa di cattiva ideologia che non corrisponde ai valori costituzionali di solidarietà e accoglienza. Ognuno deve fare la propria parte senza speculare sulle legittime paure dei cittadini.

La nostra amministrazione, d’altronde -prosegue il vicepresidente della Regione Lazio -, ha scelto già da tempo da quale parte stare e ha affrontato il tema sicurezza con atti concreti, talvolta anche supplendo a mancanze di altri enti. Penso all’intervento per la realizzazione di reti di inclusione sociale dei migranti transitanti sul nostro territorio. Un’azione mirata al rafforzamento delle conoscenze e delle competenze dei migranti e al sostegno in ambito legale, sanitario e psicologico. Penso ai 600mila euro che il bilancio, approvato solo qualche settimana fa, destina alla seconda accoglienza e all’integrazione dei migranti vulnerabili che il decreto sicurezza mette in mezzo alla strada, privando non solo loro, ma anche le nostre comunità, degli strumenti necessari all’integrazione. Altro che sicurezza! Le nostre strade saranno l’unica possibilità per persone in situazione di particolare fragilità sociale, con le conseguenze immaginabili”.

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