Il Pd da il via alla raccolta firme per il voto agli stranieri

Il partito aderisce alla campagna nazionale per i diritti alla cittadinanza "L'Italia sono anch'io" con due giornate di mobilitazione per valorizzare la posizione degli immigrati nella città

Anche il Pd di Latina partecipa alla campagna nazionale per i diritti di cittadinanza “L'Italia sono anche io”. Il partito dà così il via a due giornate di mobilitazione, sabato 22 ottobre e 19 novembre, destinati alla raccolta di 50mila firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che prevede l'introduzione del diritto di voto per le elezioni amministrative anche agli stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni.

L'obiettivo è quello di arrivare alla modifica dell'attuale normativa sulla cittadinanza per i figli di migranti nati o cresciuti in Italia. Infatti, secondo il dossier Caritas Migrantae del 2010, oggi in Italia sarebbero residenti circa 5 milioni di stranieri, un numero pari all'8% della popolazione, mentre i bambini nati nel nostro paese da genitori stranieri sono circa 80mila. Si arrivverebbe così al cuore del problema Stando a quanto affermato dalla legge 92/1991, è cittadino italiano per nascita solo colui che nasce da genitori italiani; mentre invece chi nasce da genitori stranieri, all'anagrafe viene scritto come straniero e può acquistare la cittadinanza italiana solo al compimento del 18esimo anno di vita e dopo un iter burocratico abbastanza complesso.

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Proprio qui starebbe per il Pd lo snodo fondamentale, la vera questione da risolvere. “La richiesta dei promotori dell’iniziativa referendaria – spiega Rita Antonelli, responsabile Immigrazione del Pd della provincia di Latina – è quella di riformare la normativa vigente in base al principio dello ius soli, cioè al diritto di essere cittadini a partire dal luogo in cui si nasce. Si chiede inoltre che gli stranieri regolari che risiedono in Italia da almeno 5 anni e con il loro lavoro e i loro contributi sostengono la nostra economia, abbiano il diritto di partecipare alla vita politica della propria città”.

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