Di Giorgi e il doppio incarico, bocciata la mozione del Pd

In una seduta fiume la maggioranza respinge l'istanza per l'incompatibilità tra la carica di sindaco e consigliere regionale. Il Pd pronto ad avviare la causa civile

Il sindaco Di Giorgi la seduta del Consiglio comunale

Al termine di un consiglio comunale spezzatino, prima rinviato al pomeriggio e poi inframezzato da tre interruzioni, la maggioranza ha bocciato, come previsto, la mozione presentata dal Partito democratico per contestare a Giovanni Di Giorgi l’incompatibilità tra le cariche di sindaco e di consigliere regionale.

Il centrodestra ha respinto l’istanza formulata dal Pd e votata anche da Marco Fioravante (Il Patto) facendo leva sulla posizione sub judice del primo cittadino di Latina, visto che sulla sua elezione è ancora pendente il ricorso elettorale presentato dal suo principale sfidante Claudio Moscardelli.

Netta è stata la reazione dei democratici, che hanno annunciato l’intenzione di avviare una causa civile per sollevare la questione d’incompatibilità di carica presso il tribunale ordinario. "Non possiamo rinunciare a una battaglia sulla legalità e sul rispetto delle regole - ha affermato Giorgio De Marchis illustrando la mozione del Partito democratico - e il sindaco non può liquidare la questione dicendo di aver chiesto alla presidenza del Consiglio regionale di mettere in calendario il pronunciamento sulla sua decadenza: questo è un artifizio per non scegliere”.

Il Pd ha ricostruito i termini della vicenda ricordando come Di Giorgi avrebbe dovuto risolvere la questione del suo doppio incarico entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti - avvenuta il 19 maggio scorso - in Consiglio comunale.

Di Giorgi, dopo aver chiarito la sua posizione con un comunicato diffuso nei giorni scorsi, ha preferito non intervenire nel dibattito consiliare. A difendere le sue ragioni ci ha allora pensato la maggioranza, che gli ha espresso solidarietà. “Sosteniamo la decisione del sindaco di non dimettersi finché la sua elezione è sub judice” ha spiegato Fabio Cirilli (Progetto per Latina), che ha sottolineato come "Di Giorgi - dimettendosi da consigliere regionale e con il ricorso di Moscardelli ancora in ballo - rischi paradossalmente di perdere entrambe le cariche “che i cittadini gli hanno voluto affidare”.

“È facile strumentalizzare la questione parlando di attaccamento alle poltrone - ha rimarcato l’altro cirilliano Corrado Lucantonio - ma il sindaco deve tutelare anche la volontà del popolo che lo ha eletto”.

Un ultima battuta è stata spesa dal sindaco Di Giorgi per rispondere alla mozione mossa sempre dal Pd circa la necessità di concedere in comodato d'uso gratuito i campi sportivi di via Helsinki a Libera. Il priomo cittadino ha infatto rivelato che le chiavi del centro sportivo sono state date all'associazione di Don Ciottigià nel mese di aprile, ora dovranno essere risolte allcune problematiche di natura tecnica prima che il passaggio diventi effettivo

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