Elezioni - Sovrani: “Lungomare senza faccia. Serve un piano regolatore del Lido”

La proposta del candidato sindaco che per il rilancio del lungomare pensa ad un tavolo di confronto con gli operatori, le associazioni di categoria, Forestale e Parco Nazionale del Circeo per "procedere al varo di un vero e proprio piano regolatore del Lido"

Un lungomare senza faccia”: così il candidato sindaco Marielna Sovrani definisce il litorale di Latina per il cui rilancio pensa ad un vero e proprio “piano regolatore del Lido”. 

“Prima ancora di parlare di stabilimenti balneari sequestrati, di bandiere blu conquistate in virtù di meriti indefiniti e di miraggi termali ancora da decifrare, ritengo sia necessario fare una considerazione. Il lungomare di Latina, nella sua interezza - scrive in una nota Sovrani -, non ha una faccia, uno stile definito che lo identifichi, lo caratterizzi e gli dia una personalità. 

È brutto, insomma, esteticamente scollegato da qualsiasi tipo di progettualità. Dagli anni settanta ad oggi le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida di Latina hanno voluto dare il loro contributo creativo volto ad ornare il Lido. 

Il risultato è stata una catena di brutte idee che si sono trasformate in progetti il più delle volte imbarazzanti”. 

Di quegli stessi progetti - prosegue il candidato sindaco - restano tracce ustionanti lungo tutto il tratto di spiaggia che va da Capoportiere e Foceverde. Penso, per fare qualche esempio, alla palma che doveva dare il benvenuto ai turisti e che si è afflosciata dopo pochi mesi, vado con la memoria a quelle pensiline di gusto discutibile i cui resti piagano il volto del lungomare come uno scarabocchio su una cartolina. E penso infine alla lunga panchina pacchiana che evoca le onde marine e viene intervallata da una serie di fontanelle invocanti un sogno americano denoantri". 

“Alla luce di queste considerazioni (peraltro verificabili ad una prima occhiata) - spiega Sovrani -, credo che il rilancio del lungomare debba passare per un tavolo di confronto (con gli operatori della Marina, con le associazioni di categoria, con Forestale e Parco Nazionale del Circeo) attraverso il quale procedere al varo di un vero e proprio piano regolatore del Lido di Latina, all’interno del quale far confluire un piano del colore e uno studio sulla vegetazione da collocare nell’area. 

Gli addetti ai lavori non ritengono l’operazione complessa e gli interventi singoli potrebbero essere adottati per mezzo di ordinanze ad hoc. In conclusione, la mia idea di sviluppo del lungomare di Latina non può prescindere da una carta d’identità da dargli, carta d’identità di cui oggi non dispone”.

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