Piccole e medie imprese in crisi, Pianura: “La strada per uscirne”

Candidata di Fare per Fermare il Declino alla Camera propone una serie di misure da attuare in tempi brevi per uscire dalla crisi delle imprese che definisce "un vulnus della democrazia"

Cristina Pianura, candidata alla Camera di Fare per Fermare il Declino

Piccole e medie imprese in crisi nel territorio pontino, una crisi che è prettamente finanziaria con “i clienti non pagano, la pubblica amministrazione non sta pagando, le banche pretendono ipoteche di controvalore assurdo per concedere fidi di cifre irrisorie che non risolvono alcun problema, e aumentano i casi di strozzinaggio”.

Questo il quadro preoccupante descritto da Cristina Pianura candidata alla Camera di Fare per Fermare il Declino. A tal proposito la Pianura propone una serie di misure concrete da attuare in tempi brevi e con le coperture finanziarie già disponibili.

Innanzitutto, “la pubblica amministrazione deve tornare a pagare in tempi rapidi – ha commentato la candidata -, come vuole la legge e come ci impone l’UE, è solo per pura inefficienza che le imprese vengono pagate con  14-18 mesi di ritardo. Dobbiamo rapidamente ridurre l’imposizione fiscale sulle imprese, (dall’IRBA – tassa regionale sulla benzina da autotrasporto a soprattutto l’IRAP) sfoltire gli adempimenti  burocratici, ridurre il cuneo fiscale, favorire la compensazione dei crediti delle imprese con i debiti e le partite passive nei confronti della pubblica amministrazione locale e regionale. Ci fanno credere che queste cose non siano possibili e invece non è così: con la vendita degli attivi patrimoniali e delle partecipazioni pubbliche si possono recuperare oltre 35 miliardi l’anno”.

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Ma non solo, conclude Cristina Pianura, “occorre anche migliorare l’accesso al credito, attraverso la predisposizione di “corsie preferenziali” garantite da fondi europei  della cui esistenza le regioni dovrebbero fare maggior pubblicità oltre che semplificare le procedure di gara. Basterebbe mettere online le informazioni, snellire gli adempimenti, e aiutare le imprese a identificare i mercati più floridi verso i quali esportare.”

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