Regionali, sfuma l’elezione di Di Rocco in Consiglio: “Comunque un risultato insperato”

Il candidato pontino della Lista Pirozzi commenta il voto del 4 marzo: “Alla delusione iniziale ha fatto posto la soddisfazione”

Cinque i consiglieri regionali pontini eletti con il voto del 4 marzo: i confermati Giuseppe Simeone (Forza Italia), Gaia Pernarella (Movimento 5 Stelle) ed Enrico Forte (Pd), insieme a Salvatore La Penna (Pd) e Angelo Tripodi (Lega) che per la prima volta entrano alla Pisana. 

Non c’è stato il sesto seggio per la provincia pontina in Regione, con Antonio Di Rocco (Lista Pirozzi) ad un passo dall’elezione in Consiglio, sfumata solo nel finale; 3.505 le preferenze per lui.   

“La mia mancata elezione, in bilico fino all’ultimo per poche centinaia di voti su tutta la Regione per una Lista che ne ha contati quasi centomila, non deve trarre in inganno sul nostro stato d’animo - ha detto Di Rocco -. Infatti ad un’iniziale e, credo, normale delusione ha fatto posto la soddisfazione per un risultato, che viste le condizioni di partenza, era del tutto insperato”.

“Ci tengo pertanto a ringraziare le tante persone che hanno creduto in me, in Sergio Pirozzi e negli altri candidati della nostra Lista. Di aver creduto nella nostra incoscienza di poterci confrontare alla pari con coalizioni organizzate, finanziate e trainate da un consenso nazionale che ha portato, inevitabilmente, negli ultimi giorni, ad una polarizzazione del dibattito che ha favorito i poli protagonisti a livello nazionale vista la concomitanza con le elezioni politiche.

In questa campagna elettorale - ha poi proseguito il candidato al Consiglio regionale del Lazio per la lista “Sergio Pirozzi presidente” - è apparsa ancora più stridente la distanza tra le ipocrite dichiarazioni e la realtà: mentre dalle dichiarazioni surreali di esponenti del centrodestra si dipingeva un’unità ritrovata, con finti appelli ed altrettanto finte adesioni in virtù di momentanei accordi per salvare le apparenze, abbiamo assistito a candidati alle politiche paracadutati sul territorio che non si sono scomodati neanche a chiedere il voto rassicurati probabilmente dai referenti locali del centrodestra che non ce n’era bisogno mortificando in tal modo non tanto una coalizione, un’area politica, ma un intero territorio.

Fortunatamente però, in queste poche settimane abbiamo incontrato sul nostro cammino tante persone che condividono con noi la voglia di partecipare in una politica radicata sui territori e non paracadutata da Roma, fondata sul confronto delle idee e non sui personalismi, e che sappia rappresentare la voglia di cambiamento senza che questo sia costretto a trasformarsi in una sterile protesta”. 

“Una grande ricchezza - conclude Di Rocco - che rappresenta una base di partenza da non disperdere già dalle prossime elezioni amministrative di maggio”.

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