Elezioni regionali 2018, Elisabetta Canitano a Latina: "Sanità pubblica è la priorità"

La candidata alla presidenza della Regione Lazio è arrivata in provincia ieri per il suo tour elettorale che ha toccato l'ospedale di Latina, il punto di primo intervento a Cori e poi la città di Cisterna

Presentazione ufficiale ieri dei candidati della lista Potere al Popolo per le prossime elezioni regionali e per le politiche del 4 marzo. Elisabetta Canitano, candidata alla presidenza della Regione Lazio, accanto ai candidati dei collegi della provincia pontina, è arrivata a Latina ieri per presentare agli elettori il suo programma. Priorità alla sanità pubblica, per il ripristino del diritto universale alle cure e per l’abolizione del ticket, un tema caro alla candidata, ginecologa presso la Asl Roma D e socia fondatrice dell’associazione Differenza Donna che si occupa di violenza di genere.

Elisabetta Canitano alle 8,30 ha visitato il punto di Primo intervento di Cori e a seguire l’ospedale Santa Maria Goretti e  il mercato settimanale di Latina. Ale 16 ha poi raggiunto il Palazzo comunale di Cisterna per l’incontro  “Disuguaglianze nell’assistenza sanitaria nel Lazio: i casi pontini di Cori e Latina. Alcune proposte per rimuoverle”. E infine alle 18 ha presentato i candidati di Potere al Popolo per Camera e Senato e per le regionali.

La premessa è che la “sanità della provincia pontina è la più privatizzata del Lazio, che è la regione più privatizzata d’Italia”. Con “posti letto che in provincia di Latina sono per il 50% in strutture private, contro il 40% a livello regionale e il 26% a livello nazionale". Ospedali pontini dimezzati, assistenza sanitaria territoriale depotenziata.

Un’attenzione particolare alla cura delle donne e alla tutela del diritto all’aborto: “Io non mi sono mai battuta tanto contro l’obiezione di coscienza – ha detto la Canitano - ma mi sono battuta perché lo Stato garantisse l’applicazione della legge. Ma è successo il contrario. Gli obiettori di coscienza hanno militarmente occupato le notre maternità e ci hanno indotto a pensare che in fondo il problema dell’aborto fosse un problema di scelta. Vi vorrei ricordare che Valentina Milluzzo a Catania è morta perché nessuno ha voluto procurarle un aborto. Noi non intendiamo fare compromessi, intendiamo denunciare tutto. Sia chiaro ai medici che devono assistere le donne e non rispettare la religione”.

“Siamo stati ceduti in blocco alla sanità privata – ha spiegato - Chi ha accettato di appoggiare Zingaretti tace, non può più denunciare niente in questa Regione. Noi vogliamo conservare invece la possibilità di denunciare. E vogliamo che nelle corsie delle nostre maternità sentano il nostro fiato sul collo. Lo faremo per ogni singola donna, per ogni lavoratore e per ogni sfrattato”.

“Sui diritti civili occorre non accontentarsi – ha concluso – Noi faremo opposizione. Il Partito comunista italiano all’opposizione ha cambiato questo Paese. Stare all’opposizione significa vedere cosa asuccede e denunciare”.

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