Regionali 2018, Zingaretti: "Noi unica proposta possibile per la stabilità"

Appuntamento alle 18 in viale Italia per il presidente uscente della Regione Lazio in corsa per la riconferma

Chiusura della campagna elettorale anche a Latina per Nicola Zingaretti. Il presidente uscente della Regione Lazio, in corsa per la riconferma alla guida di una colazione di centrosinistra, ha scelto di incontrare i cittadini del capoluogo pontino in Viale Italia, a due passi dalla piazza occupata dallo sfidante, il candidato del centrodestra Stefano Parisi.

Tutti i candidati della provincia pontina in corsa per il Consiglio regionale hanno raggiunto viale Italia insime a Zingaretti che è salito sul palco qualche minuto dopo le 18.30. Prima di lui tre storie pontine, di un precario della sanità stabilizzato, di una giovane imprenditrice agricola e di un disoccupato che ha trovato lavoro.

"Oggi abbiamo deciso di chiudere qui a Latina, in un capoluogo della provincia del Lazio- ha esordito Zingaretti - E’ una scelta di campo per dare un segnale di chi siamo, di chi siamo stati e di vogliamo continuare ad essere: una Regione che difende il nostro territorio, che ama il nostro territorio, che difende chi ci vive, chi soffre e chi spera e non vuole perdere la speranza. Per questo prima di me hanno parlato tre bellissime esperienze di chi da troppi anni era precario, di chi aveva un’idea per produrre ma non aveva opportunità e di chi lavorava in un’azienda e aveva perso il lavoro. Il destino con un’altra politica sarebbe stata la perdita della speranza. Oggi chi è precario ha un lavoro,chi aveva un’idea è un’imprenditrice, chi aveva perso il lavoro perché la fabbrica era chiusa vive in una nuova azienda. Eccolo il nostro Lazio”. 

Nicola Zingaretti: chiusura della campagna elettorale a Latina - Il video 

“E’ una proposta nuova quella che facciamo al Lazio e a chi crede nel riscatto possibile - ha aggiunto - Oggi siamo l’unica proposta che questa regione ha per cinque anni di governo e di stabilità. Altre proposte, con la divisione delle destre, non esistono. In questi mesi non abbiamo aggredito, non abbiamo urlato contro gli avversari, non abbiamo offeso o denigrato. Non perché siamo buoni ma perché i candidati che parlano solo male degli avversari non hanno nulla di buono da dire su se stessi. Abbiamo ascoltato in questa campagna elettorale. Non abbiamo mai disegnato un paese che non esiste fatto solo di buone notizie. Abbiamo proposto una via d’uscita. Ecco qual è stata la nostra missione e qual è la nostra missione fino a domenica: parlare a chi ha perso la speranza. Io di campagne elettorale ne ho fatte tante ma il rischio di questa è che masse immense siano catturate dal populismo e dalle urla. Gli orizzonti delle famiglie si sono accorciati, c’è più insicurezza e fragilità”.

Poi, l'affondo agli avversari: “Ora tornano tutti sulle strade, sorridono, arrivano da Milano con l’aereo e fanno lezioncine, ma fanno finta di dimenticare che il Lazio che abbiamo trovato noi è quella del fango degli scandali della regione più indebitata d’Italia, di chi si comprava il suv e non pagava le borse di studio agli studenti universitari. Questa è la classe politicha che si ripresenta come se niente fosse. Era la regione in cui si tagliavano i servizi e si continuava con i vitalizi. Guardate il film di cinque anni fa, li abbiamo tagliati noi i vitalizi pulendo la politica della Regione dalle truffe e dagli scandali che avevamo trovato”.

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