Esondazioni nel sud pontino, il caso in un Consiglio provinciale straordinario a Formia

Il 16 febbraio la seduta congiunta con i Consigli comunali di Formia, Minturno e Spigno Saturnia. Il presidente Medici: “La Regione deve intervenire sul bacino di Rio Capodacqua”

Sarà oggetto di un Consiglio provinciale straordinario il problema delle ripetute esondazioni del Rio Capodacqua e del suo affluente principale, il Rio Santa Croce, che interessa alcune zone del sud pontino. La seduta congiunta con i Consigli dei Comuni di Formia, Minturno e Spigno Saturnia si terrà a Formia lunedì 16 dicembre. All’ordine del giorno l’adozione di una delibera che intende sollecitare con maggiore forza la Regione Lazio ad adottare gli interventi non più rinviabili sul bacino idrico che appartiene al Demanio Idrico Regionale. La richiesta sarà inviata al governatore del Lazio, al presidente del Consiglio regionale e all’assessore regionale competente. 

L’iniziativa, spiegano dalla Provincia, “è la conseguenza delle numerose sollecitazioni che arrivano dai territori interessati, costretti a subire esondazioni a ripetuta cadenza e dei numerosi sopralluoghi effettuati nel tempo dai tecnici della Provincia e del Comune di Minturno dai quali è emersa l’esistenza di rischio idraulico cagionato dalla presenza nell’alveo di tronchi d’albero abbattuti e depositi alluvionali che ostruiscono il regolare deflusso delle acque. Nonostante l’istituzione il 20 novembre scorso di un tavolo tecnico ad hoc da parte della Regione allo stato attuale appare necessario individuare le risorse da investire”.

“Gli interventi tesi a regolarizzare il deflusso delle acque – sottolinea il presidente della Provincia Carlo Medici – sono urgenti e non più rinviabili e alla Provincia non può essere addebitata alcuna responsabilità circa la mancata manutenzione e il rischio esondazione visto che il Rio Santa Croce e il Rio Capodacqua appartengono al bacino idrico della Regione. La Provincia peraltro non dispone né delle risorse finanziarie né di quelle umane e strumentali per intervenire. Alla Regione Lazio chiederemo dunque di stanziare adeguate e specifiche risorse fin dalla legge di Bilancio 2020 e di individuare nel Consorzio di Bonifica del sud Pontino il soggetto appaltatore degli interventi nel medio e lungo termine partendo dalla progettualità finora sviluppata e dalle richieste formulate proprio alla Regione”.

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