“Furbate per mantenere il doppio incarico”, il Pd replica al sindaco

Si infiamma la polemica sull'incompatibilità di Di Giorgi. A buttare benzina sul fuoco è l'opposizione che accusa il sindaco di inventare scuse per non mollare le due cariche

Botta e risposta serrato tra maggioranza ed opposizione sul delicato rema dell’incompatibilità del doppio ruolo di Di Giorgi come sindaco di Latina e consigliere in Regione.

Comune e Pd a suon di comunicati tengono viva l’attenzione su un tema già sufficientemente cado. Dopo la comunicazione della tanto agoniata decisione del primo cittadino di Latina di mollare la carica alla Pisana, arriva immediata la pungente risposta del capogruppo in consiglio del Pd, Giorgio De Marchis che riproponiamo integralmente ripresa dal suo sito.

“Il Sindaco di Latina continua a stupire con le sue iniziative. Purtroppo non si tratta di progetti ed idee per lo sviluppo della città, ma di piccole furbate pensate per continuare a mantenere il doppio incarico e distribuire qualche medaglietta agli amici più fidati.

Ieri è stato capace di inanellare una serie di gaffes e di furbate che farebbero morir dal ridere se non si parlasse delle istituzioni.

Prima furbata. Attraverso un comunicato stampa diramato qualche minuto dopo quello del Pd (sic!!! ci sarà qualche giornalista suo amico nella nostra mailing list che gli gira i nostri comunicati, è necessario controllare bene) afferma che l’incompatibilità è superata dal fatto che il sindaco Di Giorgi ha optato per la carica di sindaco di Latina, scelta già comunicata alla presidenza del consiglio regionale. Compete ora alla Regione dichiarare la decadenza del sindaco Di Giorgi dalla carica di consigliere regionale”.

Quindi secondo Di Giorgi l’incompatibilità si supera con la decadenza dichiarata dalla Regione che potrebbe non pronunciarsi mai (come sta tentando di fare) facendolo rimanere fino alla fine della legislatura con il doppio incarico, bella trovata insomma. Il sindaco deve sapere che le cause dell’incompatibilità si rimuovono con le dimissioni e non con una letterina di comunicazione. Se il Sindaco si fosse dimesso, oggi sarebbe già stato surrogato, e le cause dell’incompatibilità sarebbero state rimosse davvero. Quindi nessuna incompatibilità è stata rimossa.

Seconda furbata. A proposito dell’intervento del prefetto il sindaco sostiene che: “Si tratta solo ed esclusivamente di una richiesta di informazioni senza che, come si cerca strumentalmente e demagogicamente di far credere, il Prefetto stesso possa dichiarare l’eventuale incompatibilità, elemento che non rientra nelle competenze del Prefetto”.

Evidentemente il Sindaco non conosce nemmeno la legislazione degli Enti locali, che dovrebbe essere il suo vangelo. Basta leggere l’art. 70 per sapere che:” 1. La decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale può essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile, con ricorso da notificare all’amministratore ovvero agli amministratori interessati, nonché al sindaco o al presidente della provincia. 2. L’azione può essere promossa anche dal prefetto.

Di Giorgi dovrebbe approfondire meglio la materia prima di inoltrare dichiarazioni ufficiali dalle quali è difficile tornare indietro. E pensare che esercita anche la professione forense!!!

Terza furbata. Infine l’ultima gaffe e furbata è quella sulla mini-deleghe ovvero le medagliette che sta distribuendo ai suoi amici ex assessori balneari dopo che gli ha ritirato la delega vera. Il 3 novembre  il neo “delegato” alla mobilità ha esternato sulle strisce blu, (altro guasto prodotto da Di Giorgi in qualità di Presidente della Commissione Viabilità), gli abbiamo fatto notare che le mini-deleghe sono illegittime e, comunque, non c’era nessun atto che ne comprovasse l’assegnazione, quindi Pansera parlava come privato cittadino assumedo impegni per l’amministrazione comunale.

Il sindaco ha risposto che: “in data 3 novembre 2011 ha ricevuto incarico di “Consulenza al sindaco”. Quindi l’incarico di consulenza sarebbe contestuale alle dichiarazioni. Però il 3 novembre non c’è nessun atto di Giunta che attesti il conferimento dell’incarico, diversamente da quando successo per Addonisio, anzi la Giunta comunale non si è proprio riunita, quindi o Di Giorgi non ha detto il vero oppure l’incarico glielo ha conferito davanti ad un caffè con una pacca sulle spalle. Comunque almeno un dilemma è stato risolto, si tratta di consulenti del Sindaco e non di delegati, e sarebbe giusto che si qualificassero in questo modo quando esternano altrimenti si profilerebbe un millantato credito.

Purtroppo è questa la tragica realtà che si sta vivendo nel Comune di Latina, non è una questione di forma il tema è di sostanza, Di Giorgi dovrebbe comportarsi come con grande rispetto per le istituzioni, per i cittadini e per gli eletti, invece continua a fare il furbetto offendendo la nostra intelligenza e quella di tutti i latinensi.

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