Interrogazione di Gasparri, Coletta: “Si è attivata la macchina del fango”

Il primo cittadino di Latina ha risposto al vicepresidente del Senato che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione in merito ad una “presunta opacità” dell’operato del Comune: “Forniamo chiarimenti perché abbiamo la schiena dritta e la coscienza pulita"

Un incontro con la stampa e con la città per fare chiarezza e rispondere ai punti sollevati dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione rivolta al  Ministro degli Interni in merito ad una “presunta opacità” e mancanza di trasparenza dell’operato del Comune di Latina. A parlare è il sindaco Damiano Coletta che si rivolge direttamente ai cittadini. Insieme a lui anche la vicesindaca Paola Briganti a cui spetta il compito di entrare nello specifico dei punti sollevati dal senatore di Forza Italia nella sua interrogazione. 

“Di quel documento non possiamo fare a meno di evidenziare che in larga parte è composto da termini come avrebbe, sembrerebbe, presunto, verrebbe, risulterebbe, andrebbe, opererebbe” ha esordito il sindaco di Latina che ha detto di sentirsi “offeso, così come tutti i cittadini, per il senso, il contenuto ed il metodo usato per questa interrogazione. Si è attivata la ‘macchina del fango’”. 

“Questa amministrazione ha fatto della legalità e della trasparenza, una regola di vita" ha rincarato il primo cittadino dicendosi pronto a fornire “al  Ministro, al Senatore in questione, ma soprattutto a qualsiasi cittadino, chiarimenti, spiegazioni e informazioni. E lo facciamo con grande tranquillità -ha proseguito - perché abbiamo la schiena dritta e la coscienza pulita, quella che la sera ti fa guardare allo specchio e ti fa dire ‘ho fatto le cose in cui credevo secondo le regole e secondo la mia coscienza'”.

“Non eravamo tenuti a dare chiarimenti e spiegazioni - ha puntualizzato il sindaco -, ma abbiamo ritenuto giusto, opportuno e rispettoso fare questo incontro con i cittadini perché nessuno si deve permettere, con queste modalità, di sporcare un modo assolutamente pulito e trasparente di operare”.    

Tre i concetti ribaditi dal sindaco Coletta nel corso del suo intervento. 

La macchina del fango 

La macchina del fango, ha spiegato il primo cittadino di Latina “è quella usata dal ‘sistema della malapolitica’ per autodifendersi attraverso dichiarazioni insinuanti e prive di fondamento”; perché ha ribadito Coletta “stiamo parlando di episodi non accaduti, di letture frutto di retropensieri che appartengono al sistema della malapolitica, lontano dall’attuale amministrazione. Mi è venuto da pensare che l’utilizzo delle interrogazioni parlamentari può anche essere fatto a scopo intimidatorio; e questo può stare a significare che abbiamo cominciato a toccare i centri nevralgici del sistema che stiamo tentando di smontare, quel famoso ‘sistema latina” che i cittadini di Latina hanno deciso di mandare a casa”. 

L’amnesia

“Improvvisamente ci si è dimenticati di tutto lo scempio che è stato compiuto nei riguardi di questa città e di quanto questa comunità sia stata umiliata negli ultimi 15 anni” ha detto il primo cittadino facendo riferimento ad annose questioni che riguardano Latina come il contratto della Metro, Slm, le Terme, i contratti di concessione della piscina comunale e del cimitero, la discarica di Montello, ed Al Karama o la vicenda del Prefetto Frattasi, fino a ricordare “l’interrogazione parlamentare ad evidente scopo intimidatorio nei riguardi del  questore De Matteis, a firma dell’onorevole Maietta e poi disconosciuta da Maietta stesso o lo spregiudicato uso  degli strumenti urbanistici che ha visto le condanne dell’ex consigliere comunale Vincenzo Malvaso e dell’ex assessore all’Urbanistica Giuseppe Di Rubbo per i  reati di abuso di ufficio e violazione delle norme urbanistiche. Può bastare? Per anni ci sono stati silenzio ed omertà in questa città”. 

La libertà attraverso la legalità 

Un ultimo punto ribadito dal sindaco Coletta prima di lasciare la parola alla vicesindaca Briganti che punto per punto ha risposto agli interrogativi sollevati dal senatore Gasparri perchè, ha concluso Coletta è “opportuno che voi uscita da qui che dentro questo palazzo si sta lavorando per la trasparenza, per la legalità e per la libertà”. 

Le risposte agli interrogativi del senatore Gasparri

Sono 14 i punti su cui la vicesindaca Briganti ha soffermato l’attenzione rispondendo alle osservazioni mosse dal vice presidente del Senato attraverso un documento - pubblicato anche sul sito del Comune di Latina - redatto da tutta la Giunta Coletta. Si è partiti dalle dimissioni dell’assessore Antonio Costanzo: “a quanto risulta all’interrogante lo scorso 20/07/2017, motivando le sue dimissioni dalla Giunta, l’assessore al personale, dr. Antonio Costanzo, avrebbe parlato espressamente di mancata attenzione ai valori di trasparenza, legalità, partecipazione e cambiamento, con i quali la lista si era presentata alle elezioni” dice l’interrogazione di Gasparri; un’“illazione”, ha replicato Paola Briganti che “non risponde alla realtà amministrativa dei fatti e dei documenti amministrativi”. Nessuna corrispondenza per il Comune di Latina anche sui punti legati all’incompatibilità dell’assessora Ciccarelli (ne lei “(ne tantomeno il coniuge) si trova in una condizione di incompatibilità), al presunto diniego di accesso agli atti (“alcun diniego è stato mai opposto ai consiglieri comunali su richieste di accesso agli atti” si legge nel documento), o alla modifica delle delibere di giunta (non si tratta “di ‘prassi preoccupante’ ma anzi di regola di sana amministrazione”). Altro punto affrontato il rientro di Aldo Doria al Ministero di provenienza che secondo l’interrogazione di Gasparri “sarebbe stato costretto al trasferimento, reo di aver risposto ad un interpello interno per l’incarico sulle sponsorizzazioni comunali che la giunta Coletta aveva in animo di affidare invece ad  una professionalità esterna”; “l’illazione - si legge sul documento - non risponde alla realtà amministrativa dei fatti e dei documenti”. Rispondendo alle osservazioni mosse sulla gestione poco limpida dei concorsi dirigenziali ed in particolare delle gare di appalto, Paola Briganti ha spiegato che “i dirigenti hanno individuato tutte le gare che nell’arco dell’anno devono essere bandite per acquisire all’ente prestazioni di beni e servizi, e anziché lavorare in maniera scomposta hanno elencato queste gare all’interno di un piano programmatico biennale stanziando anche i relativi fondi. In questo modo gli spacchettamenti sono definitivamente relegati al passato”. Ultimo punto, tra gli altri, le nomine opache del Cda: “tutti  i  componenti  hanno sottoscritto le prescritte dichiarazioni circa l’insussistenza di cause di incompatibilità e inconferibilità nonché di carichi giudiziari pendenti”. 

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