Consiglio comunale, "sfiducia tecnica" al presidente Massimiliano Colazingari

Il caso politico sollevato dall'opposizione in aula. Interviene anche il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini

"Il presidente Massimiliano Colazingari nel consiglio comunale si è dimostrato garante solo del sindaco, della maggioranza, e questa volta anche del segretario generale, ma non di certo di tutta l’aula" . E' la dichiarazione del senatore di FdI Nicola Calandrini in merito alla vicenda che vede il presidente del consiglio comunale di Latina sotto accusa da parte dell'opposizione per aver respinto un atto integrativo presentato dalla minoranza che impegnava il primo cittadino a rivedere il ruolo "onnicomprensivo" del segretario generale e direttore generale Rosa Iovinella. 

"L’aver respinto questo atto integrativo - non trova alcun fondamento giuridico. Anzi, un parere del Ministero dell’Interno del 16 ottobre 2015 dice al contrario che al presidente del consiglio comunale spetta la verifica che la richiesta arrivi da soggetti legittimati, almeno un quinto dei componenti il consiglio comunale, mentre non può sindacare sull’oggetto della convocazione che anzi spetta solo al consiglio stesso. L’esclusione è grave ed è la dimostrazione della inadeguatezza del presidente del consiglio comunale nel ricoprire un ruolo tanto prestigioso quanto delicato". 

"Ricordo al presidente Colazingari - continua il senatore di Fratelli d'Italia - che il consiglio comunale è sovrano, e che anche in minoranza ci sono rappresentanti dei cittadini di Latina. Pertanto non può arrogarsi il diritto di stabilire cosa può essere discusso e cosa no e lo invito a riservare maggiore rispetto per l’istituzione che lui stesso rappresenta. Il suo è un atteggiamento reiterato e ripetuto nel tempo. Per oltre un anno io stesso non ho partecipato alle conferenze dei capigruppo proprio in segno di dissenso verso il suo modo politico di gestire il consiglio comunale. Quanto accaduto ieri non deve più ripetersi. Per questo come minoranza presenteremo una richiesta di convocazione di consiglio comunale con all’ordine del giorno la sfiducia tecnica nei confronti del presidente del consiglio stesso. È un atto dovuto alla luce di tutte le inadempienze riscontrate negli anni, e che nella seduta di ieri hanno raggiunto l’apice". 

"Questa vicenda - aggiunge - non si chiude qui: come minoranza stiamo valutando la possibilità di chiedere nuovamente un incontro al Prefetto che con i poteri sostitutivi disciplinati dall’articolo 39 del Tuel può eventualmente disporre la convocazione del consiglio comunale. Trovo assurdo che per arrivare a svolgere un dibattito in aula bisogna chiedere l’intervento del Prefetto. Ma è l’evidenza di come si svolge la vita amministrativa in questa consiliatura: relegando la minoranza al mero ruolo di comparsa. E per chi ha rispetto della democrazia e delle istituzioni è inaccettabile". 

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