Matteo Renzi a Latina, il “rottamatore” della politica conquista il Cafaro

Teatro gremito e maxi schermo all'esterno nel capoluogo; il candidato alle primarie del Pd: "Posso perdere le primarie ma non la faccia. Ci hanno rubato l'idea che la politica sia bella"

Matteo Renzi al Cafaro di Latina

C’erano almeno 500 persone ieri al teatro Cafaro ad accogliere Matteo Renzi giunto con il suo camper nel capoluogo pontino nell’ambito del suo tour tra le più importanti città italiane in vista delle primarie del centrosinistra di novembre.

Teatro gremito e maxi schermo all’esterno per una serata che forse, anche per lo stesso “rottamatore” è andata oltre ogni aspettativa.

“Siete davvero in tanti, la vostra presenza qui stasera mi emoziona e responsabilizza” per aprire la serata. E dopo le battute iniziali il giovane sindaco di Firenze entra subito nel vivo. “Il brutto dei nostri tempi è che non solo ci hanno rubato i soldi, ma anche l’idea che la politica sia una cosa bella; perché la politica è una cosa bella, è una cosa seria”.

Che cosa vuol dire rottamare? “La rottamazione non è contro gli anziani, ma contro coloro che da 15 anni siedono in parlamento e non se ne vogliono andare. Abbiamo cambiato più volte il nome del partito, il simbolo ma le persone non cambiano mai”.

E poi via via a snocciolare il “pacchetto rottamazione”. Prime le pensioni, che vanno cambiate, ma non è “possibile che la riforma la chiedano chi di pensioni ne percepisce due”, e poi il vitalizio che va abolito. “Bisogna desacralizzare la politica, far tornare a fare politica alle persone normali. Perché oggi cresce il disagio contro chi ci ha portato fino a qui e non si accorge che sta montando la rabbia contro di loro. La rottamazione è la premessa  per riuscire a far passare l’idea che l’Italia è viva”.

E poi l’Europa “che ci viene presentata come una ‘vecchia zia’ ma in realtà è la più grande scommessa politica degli ultimi 70 anni; bisogna rovesciare il modo di gestire i fondi europei, perché noi spendiamo troppo e male”; e la scuola: “si deve puntare sui giovani e sulla scuola, sulla formazione e l’educazione” e le donne che devono diventare una parte più attiva della vita politica e sociale.

In conclusione una riflessione sulle primarie che sono e devono essere “un confronto fra idee”. “Spero di vincere le primarie – ha poi concluso -, posso anche perderle ma non perderò la faccia. E se dovessi perderle non scappo; non farò il mio partitino, non siederò in Parlamento a prendere il vitalizio, ma darà una mano da militante a Bersani per tutta la campagna elettorale”.

“Non vi chiedo di votare me – l’ultimo messaggio lanciato – ma di giocarvela, ma di informarvi sui programmi e di scegliere chi votare: solo così possiamo ridare bellezza alla politica”.

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