Di Maggio da Pd a Idv, lettera di De Marchis ad Antonio Di Pietro

Il capogruppo del Partito Democratico chiede all'ex pm di subordinare l'ingresso di Di Maggio nel partito alle dimissioni dello stesso da consigliere provinciale eletto tra le fila del Pd

Antonio Di Pietro, leader dell'Idv

La decisione era stata annunciata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dallo stesso Salvatore di Maggio.

La decisione era quella di cambiare partito e di passare dal Pd all’Idv. Passaggio che, se è stato accettao di buon grado dall’Italia dei Valori, di certo non ha lasciato indifferente il Partito Democratico, il cui capogruppo al Comune di Latina, Giorgio De Marchis, ha scritto una lettera al leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

Quello che De Marchis chiede a Di Pietro nella missiva è di subordinare il passaggio di Di Maggio nel suo partito alle dimissioni dello stesso dalla carica di consigliere provinciale; in sostanza di convincerlo a lasciare via Costa prima di inserirlo nel suo partito.

Di Maggio ha deciso il suo passaggio al partito dell’ex pm in seguito alle ultime elezioni a Gaeta in cui si era candidato come sindaco appoggiato da una coalizione di cui faceva parte lo stesso Idv. Ma per De Marchis i conti non tornano, dal momento che “Di Maggio porterà in "dote" all'IdV la carica di consigliere comunale di Gaeta insieme a quella di consigliere provinciale, che ricopre dal 2009 grazie all'elezione nelle liste del Partito Democratico".

“Sono rimasto colpito, invece, dalla grande disinvoltura usata da Di Maggio nell'annunciare la "migrazione" in un altro partito – prosegue la lettera di De Marchis -. È sconcertante che non abbia assolutamente pensato alle dimissioni da consigliere provinciale anzi, ha pensato di legittimare la sua posizione attraverso l'idea bizzarra che la sua elezione sia il frutto di un arco di forze più ampie del Pd e quindi non doveva dimetteresti altrimenti avrebbero perso la rappresentanza”.

“Probabilmente è vero, quella elezione è avvenuta anche grazie al sostegno dell'ex Sindaco Raimondi e di un pezzo dell'ex maggioranza, certamente non dell'IdV che aveva un suo candidato da votare in alternativa al Pd – prosegue il capogruppo del Partito Democratico -. Appare chiaro che cerca di arrampicarsi sugli specchi contribuendo interpretato la politica come uno strumento di "accomodamento" personale”.
“Di Maggio aggiunge un altro tassello alla brutta pagina di storia politica locale segnata dai passaggi di consiglieri provinciali dal Pd verso altre forze politiche, un percorso trasformista nel quale è stato preceduto da Alla e Bevilacqua. Certamente, anche il Pd è chiamato ad interrogarsi sulla "qualità" politica delle candidature, però questo non fa venire meno la pesante condanna di questo modo di intendere la politica che sta alimentando il distacco dei cittadini dalle istituzioni. Vede Onorevole, Salvatore Di Maggio come tanti altri ha avuto molto dalla politica e dal Pd ed ha restituito poco, pochissimo”.

Continua poi il consigliere De Marchis nella sua lettera rivolgendosi direttamente a Di Pietro: “In questi giorni ho ripassato le sue posizioni in merito agli onorevoli che cambiavano casacca, trovandola sempre in prima linea nella la battaglia contro questi passaggi e contro i doppi incarichi che anche Di Maggio andrebbe a ricoprire. Se Di Maggio si dimettesse da Consigliere provinciale al suo posto entrerebbe un giovane di Latina, che in questi anni nelle fila del Pd si è distinto per una battaglia di opposizione forte contro il malgoverno della destra e per il ripristino della legalità nella provincia di Latina”.

Da qui l’iniziativa che partirà nei prossimi giorni: “Insieme a tanti cittadini, a tanti simpatizzanti del Pd, di Sel e dell'IdV daremo vita nei prossimi giorni ad una campagna provinciale per chiedere le dimissioni dal Consiglio provinciale dei consiglieri che hanno cambiato partito e non si sono dimessi. Le chiedo di sostenere questa campagna e, coerentemente con quanto ha detto e scritto in questi anni, di subordinare l'ingresso nell'IdV di Salvatore Di Maggio alle sue dimissioni da consigliere provinciale, perché quel posto non è di sua proprietà, ma appartiene a tanti elettori del Pd che lo hanno votato e sostenuto".

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