Punti di Primo Intervento, documento dei Comuni indirizzato a Regione e Ministeri

Anche l’Amministrazione di Cori ha siglato il documento per il mantenimento delle strutture e l’integrazione dei servizi di assistenza e delle cure mediche primarie nella provincia

Punto di primo intervento di Cori

Anche il Comune di Cori ha sottoscritto il documento sul mantenimento dei Punti di Primo Intervento indirizzato a Regione Lazio e Ministeri della Salute e dell’Economia. E’ stato il sindaco Mauro De Lillis a comunicare al Consiglio comunale di ieri di aver siglato il documento con oggetto, nello specifico, il “mantenimento dei Punti di Primo Intervento e l’integrazione dei servizi di assistenza e delle cure mediche primarie nella provincia di Latina”. 

L’atto, firmato dai rappresentanti dei Comuni di Sabaudia, Gaeta, Minturno, Priverno, Cori, Cisterna di Latina, Sezze, Monte Fiascone, Ronciglione, Magliano Sabina, Palombara Sabina e Ladispoli, è rivolto appunto al Ministero della Salute, al Ministero dell’Economia e della Finanza e alla Regione Lazio.

A tali ultime tre istituzioni preposte alla gestione della sanità territoriale si chiede sostanzialmente “di tutelare il diritto individuale e costituzionale alla salute e di trovare soluzioni idonee al superamento delle criticità in materia di accessibilità alle cure primarie, scongiurare la diminuzione delle prestazioni al cittadino e la paventata chiusura degli attuali Punti di Primo Intervento, che determinerebbe una ingiusta interruzione di un servizio pubblico essenziale non sostituibile con temporanei tamponamenti. Il tutto attraverso il necessario coinvolgimento le Pubbliche Amministrazioni interessate”.

“Continuiamo a tenere alta l’attenzione su questo argomento, da oggi sostenuti e sostenendo il neocostituito Comitato Civico per la Difesa dell’Ospedale di Cori – spiega il sindaco Mauro De Lillis –. Come amministratori locali, oltre a voler risolvere questo problema, abbiamo anche delle progettualità per il potenziamento della nostra struttura sanitaria, già esistente e funzionante, da sottoporre alla Asl e alla Regione, affinché la si possa utilizzare, per la nostra comunità e per il bacino distrettuale, e così pure per contribuire a ridurre il sovraffollamento dell’ospedale di Latina”.

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