Riordino province, verso il rinvio? Le parole del presidente Cusani

Il numero uno di via Costa: "Bieco il tentativo del Governo di fomentare paure e timori legate alla mancata conversione del DL sul riordino delle Province"

La crisi di Governo che sta tenendo banco nelle ultime ore potrebbe avere ripercussioni anche sul decreto legge sul riordino delle province.

Una prospettiva che di certo non dispiace al presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, che, però, non ha mancato di criticare l’intervento dello stesso Governo che ha lanciato un allarme sulle conseguenze di uno stop al riordino di questi enti. “La mancata conversione del dl sulle Province comporterebbe una situazione di caos istituzionale” è il grido che arriva da Palazzo Chigi. 

Bieco il tentativo del Governo di fomentare paure e timori legate alla mancata conversione del DL sul riordino delle Province – ha commentato Cusani -. L’unico caos istituzionale all’orizzonte è rinvenibile nell’attuazione dei provvedimenti promossi dal Ministro Patroni Griffi, tanti, troppi che si sono in questi mesi affastellati su una legislazione già ridondante, vieppiù affetti da dubbi di costituzionalità sui quali incredibilmente la Corte, tutt’ora silente, rinvia sine die il proprio giudizio”.

Nessuno studio prodotto dal Governo è stato in grado in questi mesi di quantificare i reali risparmi derivanti dal riordino, una carenza più volte segnalata e non priva di significato: non si comprende, ora, come il Governo possa quantificare i mancati risparmi conseguenti ad un possibile stop del riordino – continua il numero uno di via Costa -. Ci si ricorda allora delle funzioni fondamentali e i servizi apoditticamente messi in pericolo: eppure, lo stesso Governo se ne disinteressava quanto i presidenti delle Province protestavano contro la assoluta insostenibilità dei tagli lineari alle risorse caduti come una scure sulla capacità finanziaria degli enti di area vasta”.

“Ora ci si preoccupa dei mutui, delle scuole, di una fantomatica lievitazione di costi per Comuni e Regioni senza chiarire quali, e persino del personale provinciale considerato alla stregua di un pacco postale, solo ora che il disegno impossibile e scellerato del Ministro Patroni Griffi rischia di non vedere la luce. E’ giusto quindi ricorrere al terrorismo psicologico, di generare falsi allarmismi e creare caos nel caos, come se gli italiani avessero bisogno anche di questo!”.

“Ora forse il Ministro comprenderà le ragioni per le quali s’invocava un processo di riordino istituzionale sistemico – conclude Cusani -, conseguito attraverso il cammino costituzionale, rispettoso della dignità di enti che continuano a garantire servizi e rappresentatività democratica e che, a dispetto di quest’ennesimo tentativo di umiliante denigrazione, continueranno a farlo responsabilmente”.

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