Emergenza carceri a Latina: sovraffollamento supera del 50% la capienza massima

Sovraffollamento, fatiscenza degli edifici e inefficienza dei servizi: Giuseppe Simeone si sta battendo per risolvere tutti i problemi della Casa Circondariale di Latina

Il sovraffollamento delle carceri è un problema importante per l'amministrazione italiana. "La severità della pena non può, e non deve, essere confusa con la mancanza di rispetto per la dignità delle persone recluse", ha dichiarato Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia. 

Il problema non è solo a livello nazionale ma anche a livello provinciale, esattamente nella Casa Circondariale di via Aspromonte a Latina. In questo carcere il sovraffollamento supera del 50% la capienza massima disponibile. La principale causa è sicuramente la chiusura della sede giudiziaria di Gaeta, e la conseguente annessione dei Comuni Gaeta, Formia, Itri, Ponza, Ventotene, Minturno, Castelforte, Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano. Lo spostamento delle competenza a Cassino ha temporaneamente alleggerito la situazione di Latina, ma non ha definitivamente risolto il problema. 

Ma il sovraffollamento non è l'unico problema: le carceri sono sempre delle strutture quasi fatiscenti costruite più di 40 anni fa. "Il carcere di Latina, che ho visitato in questi giorni - continua Simeone - necessita di interventi mirati e degli strumenti adeguati per uscire da questa gravissima situazione. Anche la giustizia sta subendo gli effetti deleteri e negativi di quei tagli lineari che nulla hanno a che vedere con la spending review". 

Ogni giorno nelle carceri si assiste a un pesante taglio nel settore burocratico attraverso contrazioni che investono gli sprechi ma anche alcune efficienze dei servizi erogati. Buchi istituzionali che vengono colmati solo con la dedizione dei lavoratori.

"Ancora una volta ci troviamo di fronte ad alcuni disservizi, come quelli legati alle cure e all’assistenza sanitaria e psicologica, di cui i detenuti necessitano. Per effettuare una normale visita i detenuti devono essere tradotti nelle strutture sanitarie con aggravi sia sotto il profilo economico che logistico. E tutto questo a fronte della legge che chiaramente afferma che la salute dei detenuti deve essere garantita dalla Regione tramite la Asl". L'articolo 11 del Servizio Sanitario prevede infatti che ogni istituto penitenziario sia dotato di servizio medico e di servizio farmaceutico rispondenti alle esigenze dei detenuti e degli internati e che disponga della competenza di almeno uno specialista in psichiatria.
Giuseppe Simeone ha deciso quindi di battersi per la realizzazione di un protocollo di intesa che preveda il coinvolgimento delle Asl e della Regione Lazio per effettuare visite programmate all'interno della struttura per garantire assistenza sanitaria ai detenuti.  

"Diamo atto all’ex assessore Pino Cangemi che si era attivato, nel corso della legislatura precedente, per risolvere alcune delle criticità che riguardano la struttura. In questi giorni - conclude il consigliere - stiamo verificando le iniziative poste in essere per comprendere a che punto siano arrivate le procedure e proseguire sulla strada tracciata constatando se sia possibile stanziare delle somme per interventi strutturali di cui il carcere di Latina necessita nell’immediato. Si tratta di un atto di civiltà per una situazione che le istituzioni responsabilmente devono affrontare non a suon di annunci ma con azioni concrete".

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