Province, Cusani: “Da Mussolini a Monti cancellati in otto mosse”

Sempre più furioso il presidente Cusani dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri del decreto sul riordino delle province che per Latina significa accorpamento con Frosinone

Armando Cusani non ci sta. E dopo le sfogo nelle ore immediatamente successive all’approvazione da parte del Governo del decreto sul riordino delle province – che tra le altre cose prevede anche l’accorpamento di Latina a Frosinone -, il numero uno di via Costa torna a manifestare tutta la sua ira per un provvedimento  che sin dall’inizio aveva definito inspiegabile e ingiusto tanto da decidere di ricorrere al Tar.

Ed è un presidente della Provincia su tutte le furie quello di questi giorni tanto che sarebbe arrivato a pensare di riconsegnare la tessera del partito al segretario del Pdl nazionale, Angelino Alfano.

Otto articoli per cancellare le storie, le tradizioni e le nostre identità. Tanto è bastato al Ministro per tagliare un traguardo senza vincitori, ma solo vinti. Non le Province ma i loro cittadini sono stati cancellati, defraudati dei loro diritti. Sia per le amministrazioni sopravvissute agli inconcludenti parametri, quanto quelle perite sotto la scure governativa escono sconfitte da un riordino che non sazierà nemmeno la sete populista che ci ha voluto sacrificati in nome di un risparmio ancora sconosciuto, tale rimanendo anche dopo il varo di quest'ennesimo capolavoro di legislazione” si legge in una nota.

“Cancellano le Giunte attuando l’insegnamento di Confucio “Se non puoi convincerli, confondili” a coprire una superfetazione normativa raffazzonata, messa in piedi tanto per arrivare alla fine di un percorso dal quale non si recupereranno risorse. Le Province infatti rappresentano solo l’1,35% della spesa pubblica complessiva del Paese con 11 miliardi di Euro (anno 2011) a fronte dei 168 delle Regioni, 72 dei Comuni e 182 delle amministrazioni Statali e ben 305 miliardi di Euro per la Previdenza”.

I risparmi immaginati non valgono questo sacrificio - continua il presidente Cusani -. Del resto da un matrimonio forzato non si è mai conseguita efficacia alcuna, né meno burocrazia anzi al contrario. Dall’infelice unione né derivano solo sommatorie dei singoli dati e dei parametri che non sempre generano un saldo positivo! La mistificazione portata a compimento dal Ministro non condurrà ad alcuna razionalizzazione, ovvero riduzione di spesa perchè non è a questo che il Governo mirava disegnando questa marchiana riforma. L'obiettivo perseguito è in realtà quello di provare a risanare situazioni negative attraverso una gestione degli indicatori delle Province per saldi, contrapponendo cioè ad indicatori negativi come quelli della Provincia di Frosinone, indicatori più virtuosi come quelli di Latina (indebitamento, personale, efficienza)”.

“In altre parole i sacrifici patiti dai cittadini di questa Provincia, dopo i tagli improvvidi a bilancio in corso, dopo aver contribuito a perseguire un cost cutting prima ancora della spending rewiew, sono ora chiamati ad equilibrare i conti ed i costi di una amministrazione meno virtuosa. Dopo tutto non avevamo bisogno di illustri professori per realizzare una rivisitazione tanto banale della parabola del Figliol prodigo – conclude Cusani -, dove la virtuosità di alcune Province viene sacrificata per compensare le dissipatrici. E il padre misericordioso resta a guardare!”.

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